Dramma a Favignana: malore dopo l'immersione, muore il viterbese Marco De Falco
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Nonostante oltre un'ora di tentativi di rianimazione e l'intervento dell'anestesista della camera iperbarica, che ha provveduto a intubare l'uomo, per il subacqueo non c'è stato nulla da fare e i medici ne hanno dovuto constatare il decesso.

VITERBO – Tragedia nelle acque di Favignana, in Sicilia, dove un turista viterbese di 62 anni, Marco De Falco, ha perso la vita nella mattinata di oggi a seguito di un malore accusato al termine di un’immersione subacquea.

L’uomo era uscito in mare con un gruppo per un’attività di diving quando si è sentito male subito dopo essere risalito a bordo del gommone. I compagni hanno prontamente lanciato l’allarme alla Guardia Costiera e avviato le manovre di massaggio cardiaco durante la corsa disperata verso il porticciolo di Punta Longa.

Ad attendere il mezzo a terra c’erano i sanitari del 118, che hanno preso in carico il 62enne trasportandolo in codice rosso al presidio sanitario dell’isola. Nonostante oltre un’ora di tentativi di rianimazione e l’intervento dell’anestesista della camera iperbarica, che ha provveduto a intubare l’uomo, per il subacqueo non c’è stato nulla da fare e i medici ne hanno dovuto constatare il decesso. La Capitaneria di Porto ha avviato gli accertamenti per chiarire con esattezza le cause del malore.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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