
VITERBO – Mentre i viterbesi si sono messi pazientemente in fila nel cuore della notte per soddisfare il bisogno (legittimo, ci mancherebbe) di portare a casa dei biglietti per assistere al Trasporto 2025, sotto ai portici di Palazzo dei Priori, nell’indifferenza generale, si trovava a dormire, su una panchina, un ragazzo di colore.
Coperto da un asciugamano ha trascorso la nottata tra le chiacchiere di chi si lamentava dell’assurdità del sistema di vendita di questi benedetti biglietti che ti fanno alzare, se li vuoi, all’una di notte o anche prima. E mentre l’attesa, in qualche modo festosa, trovava scena lui era lì senza un tetto, senza una coperta (e stanotte, per quanto siamo in estate, ha fatto fresco), con maglietta pantaloni leggeri e un asciugamano. A fare da cuscino una busta con dentro un cappello.
Si è svegliato più volte, interrotto nel suo sonno da qualche soffio di aria più fredda o da qualche risata di troppo. Non ha mai detto una parola, si è sempre rimesso a dormire tranquillamente. Poi quando le persone sulla piazza sono iniziate a essere troppe si è alzato e si è dileguato, portando via le sue poche cose.
Così la bella Viterbo, che spende centinaia di euro a famiglia (legittimamente ribadiamo) per vedere il Trasporto assiste indifferente alla povertà di un ragazzo. Una città capace di alzare campanili di 28 metri (e questo è giusto, lo diciamo per primi) ma che assiste impotente a chi dorme per strada.


















