Dopo San Pellegrino in Fiore, nel quartiere non restano che fiori secchi ancora da togliere
san pellefrino fiori secchi
800 Monastero
A oltre un mese dalla Festa di San Pellegrino in Fiore, il centro storico resta invaso da fiori secchi e resti di allestimenti abbandonati. Residenti e commercianti denunciano il degrado.

VITERBO – È trascorso più di un mese dalla celebre Festa di San Pellegrino in Fiore, svoltasi dal 1 al 4 maggio 2025, ma le strade del centro storico di Viterbo, in particolare il quartiere medievale di San Pellegrino, raccontano ormai una realtà fatta di fiori secchi. Erba appassita e resti delle installazioni floreali di plastica giacciono ancora abbandonati. La mancata rimozione dei fiori e degli allestimenti ormai secchi sta lasciando un segno indecoroso sulla città.

Un malcontento condiviso da abitanti e commercianti di zona che lamentano un degrado che dura ormai da settimane e senza che nessuno si sia preoccupato di rimuovere i resti. Una responsabilità, quella della rimozione, che non può essere affidata a cittadini o commercianti.

“La festa ci porta clienti, ma l’abbandono successivo rovina tutto. I turisti tornano e trovano una città trascurata,” spiegano alcuni residenti. Da parte delle istituzioni, non sono arrivate risposte ufficiali né è stata programmata alcuna operazione straordinaria di pulizia.

A farne le spese non sono solo l’immagine della città e il decoro urbano, ma anche la qualità della vita dei residenti, già messi a dura prova dall’afflusso turistico e dalla chiusura di alcune vie durante i giorni della festa.

L’appello è di prestare maggiore attenzione ai dettagli, non solo prima e durante la festa, ma anche dopo, quando di quei fiori freschi e colorati non resta che una manciata di foglie secche che nessuno ha il buon senso di rimuovere.

800 Confartigianato
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
POST FB 02
asvis 2
domenicale post
Onda
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
monastero interno
lafune_300 x 600
aiac_banner_01