Distrugge a bastonate 'La Fontana delle Acque Vergini' del maestro Paternesi, arrestato marocchino


Il marocchino ha pensato male di prenderla a bastonate, pare perché in stato d'alterazione. All'arrivo degli uomini dell'Arma, avvisati da chi ha visto la scena, era ancora lì con il bastone in mano.
CIVITA CASTELLANA – Prende a bastonate e distrugge un’opera d’arte del maestro Paternesi, marocchino arrestato dai carabinieri. Ma ‘La Fontana delle Acque Vergini’ non c’è più.
Posizionata davanti a Forte Sangallo era un simbolo per Civita Castellana, un dono d’amore dell’artista alla sua città. Riportiamo le parole di una cittadina di Civita Castellana: “Colpirla significa ferire la memoria, la cultura e il senso di appartenenza di un’intera comunità. La condanna deve essere ferma e senza ambiguità. Allo stesso tempo, è importante ribadire che la risposta a un gesto di distruzione deve essere ancora più cultura, ancora più cura, ancora più responsabilità verso ciò che rappresenta il volto e l’anima di un territorio.
La bellezza può essere colpita, ma non può essere cancellata. E sono certa che Civita saprà reagire, ricostruire e restituire alla città uno dei suoi simboli più significativi”.
Il marocchino ha pensato male di prenderla a bastonate, pare perché in stato d’alterazione. All’arrivo degli uomini dell’Arma, avvisati da chi ha visto la scena, era ancora lì con il bastone in mano.

Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















