Disinfettanti, igienizzanti e alcol etilico introvabili nel capoluogo della Tuscia
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VITERBO - La domanda è di quelle che non ti saresti mai sognato di fare: "Scusi dove trovo disinfettanti, igienizzanti e alcol etilico?". Quella che stiamo per farvi è la cronaca di uno strano pomeriggio di domenica nei giorni del coronavirus. La situazione è diventata complicata, l'appello rivolto a tutto il Paese è uno: "State a casa". 

VITERBO – Metti un piede dentro al negozio e già i dipendenti preparano la risposta: “No, tutto finito. Oggi non facciamo che ripeterlo”. 

La domanda è di quelle che non ti saresti mai sognato di fare: “Scusi dove trovo disinfettanti, igienizzanti e alcol etilico?”. Quella che stiamo per farvi è la cronaca di uno strano pomeriggio di domenica nei giorni del coronavirus. La situazione è diventata complicata, l’appello rivolto a tutto il Paese è uno: “State a casa”. 

A ognuno è chiesto di rispettare le disposizioni del decreto del governo. Evitare assembramenti, rimanere a distanza di almeno un metro gli uni dagli altri, no alle strette di mano, lavarsi spesso le mani. 

Così è partita la caccia ai disinfettanti gel, il più gettonato va sotto il nome di Amuchina. Impossibile da trovare quest’ultima ma anche i suoi omologhi. Anche il semplicissimo alcol etilico denaturato è diventato introvabile. 

Non c’è più niente in praticamente nessuna attività di rivendita del capoluogo. Neanche i negozianti cinesi, quelli dove in tanti non volevano più entrare perché Wuang faceva paura, sono forniti. La grande distribuzione è rimasta a secco e i distributori di casalinghi hanno gli scaffali vuoti di questo segmento specifico di prodotto. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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