
“Uno Stato che non si prende cura di chi ha bisogno, è eticamente fallito”. Il deputato vetrallese del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bernini ha deputato una interrogazione parlamentare al Ministro delle politiche sociali e della salute per chiedere quali iniziative il Governa intenda assumere per sostenere esperienze e progetti meritevoli “finalizzati ad assicurare assistenza alla disabilità e a superare il disagio ad essa collegato”.
Il deputato Bernini fa riferimento ai problemi dei 26 disabili dell’associazione per la Vita Autonoma, la cui vicenda abbiamo raccontato già diverse volte su questo giornale. In pratica dopo circa 40 anni l’Asl di Viterbo in accordo con la Regione Lazio ha deciso di annullare l’assegno terapeutico grazie al quale i 26 disabili al 100% (distrofici e poliomelitici) vivevano fuori dalle strutture di ricovero.
Un sussidio cancellato da maggio 2016 senza che fosse fatta nessuna comunicazione scritta da parte degli enti, se non a luglio. Oltre due mesi dopo la cancellazione dell’assegno. Mesi nei quali i disagi non sono mancati per chi con quei soldi pagava infermieri, terapie e ci faceva la spesa per campare.
“Uno Stato che non si prende cura di ogni singolo cittadino – ha commentato Bernini – e in particolar modo di quei cittadini che ne hanno più bisogno, è uno Stato che ha fallito sul piano etico. Stiamo parlando di vite umane particolarmente deboli alle quali stanno togliendo ben più che la dignità. Apprendere del ricovero di una disabile, perché impossibilitata ad acquistarsi del cibo, mi getta in un vero sconforto. La questione va avanti da alcuni mesi ed è evidente che gli organi competenti (Regione e Comune) non sta prendendo la situazione con la giusta responsabilità. Per questo che ho depositato un’interrogazione per sollecitare i Ministri delle politiche sociale e della salute per chiedere quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per sostenere esperienze e progetti meritevoli, finalizzati ad assicurare assistenza alla disabilità e a superare il disagio ad essa collegato. Uno dei nostri motti – conclude il Portavoce penta stellato – è ‘nessuno deve rimanere indietro’ e intendo agire affinché il mio operato ottemperi a questa che è ben più che è una semplice promessa, ma bensì un impegno che intendo portare avanti con tutto me stesso”.
Nei giorni scorsi era arrivata la lettera dell’assessore regionale Rita Visini (qui) che ha gelato i 26, confermando, con parole molto dure, di non voler riattivare l’assegno.


















