L’assessore regionale Visini gela i 26 disabili: “L’assegno non sarà ripristinato”
rita-visini
CNA 800x120
Botta e risposta tra l'assessore Visini e i 26 disabili rimasti senza assegno terapeutico. Parole molto dure da parte della responsabile regionale delle politiche regionali.

Ai 26 disabili di Vita Autonoma non sarà ripristinato l’assegno. Lo ha scritto l’assessore regionale alle politiche sociali Rita Visini in una nota inviata ai giornali nei giorni scorsi. Secondo l’assessore le 26 persone che hanno protestato in questi giorni alla Asl l’interruzione dell’assegno terapeutico che ricevevano da decenni arrivata senza preavviso, non era dovuto. Anzi sarebbe stato versato in maniera impropria.

L’assessore lega l’assegno al progetto risalente al 1979 “ormai esaurito, del tutto incompatibile con la normativa vigente che non prevede indennità aggiuntive alla pensione di invalidità e all’assegno di accompagnamento spettante per legge”. Un cambio di normativa che però, secondo Vita Autonoma, non dovrebbe essere retroattivo e che rischia di costare molto di più alle casse regionali. Il loro mantenimento in una struttura farebbe lievitare i costi di almeno cinque volte per le finanze pubbliche, anche se Visini parla di un servizi da erogare per un pari importo. Servizi che però in questi mesi non si sono visti.

Secondo la Regione le 26 persone sarebbero state informate tempestivamente con molti mesi di anticipo che l’erogazione sarebbe terminata a maggio di questo anno. Di queste comunicazioni però non ci sarebbe traccia scritta e secondo i 26 sarebbero state fatte verbalmente, almeno fino alla lettera arrivata nei giorni scorsi dall’Asl di Viterbo, due mesi dopo l’interruzione e dopo varie sollecitazioni di Vita Autonoma.

L’assessore ha poi insistito spiegando che ci sarebbero stati numerosi incontri in Regione con l’associazione e i comuni. Comuni che invece avrebbero disertato le riunioni stesse. Almeno così è stato per l’ultima, quella del 22 giugno quando ad esempio il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini era a Roma, ma per un altro impegno.

 

800 Confartigianato
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
Onda
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
domenicale post
TdP_Inalazioni
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
aiac_banner_01