
VITERBO – Chissà cosa è successo davvero negli ultimi dieci anni senza un direttore al Museo Civico? Chissà se tutti i beni custoditi all’interno sono effettivamente al loro posto? Chissà quanti mesi dovremmo ancora attendere prima che un nuovo direttore, dio l’abbia in gloria, torni a verificare che tutto sia in ordine, certifichi questo e lavori per restituire un luogo importante alla comunità e ai turisti.
Agli inizi di gennaio dalle “colonne de La Fune” (vi ricordate quando si diceva così n.d.r) ci ponevamo queste domande. Rimangono tutte in piedi tranne una: quella sui mesi d’attesa per vedere “sorgere” un nuovo direttore del Rossi Danielli. Infatti non ci sarebbe “un euro” per dare seguito all’azione in bilancio. Ragione per cui bisognerà attendere l’arrivo dell’estate e l’assestamento di bilancio di luglio. Per l’amministrazione Frontini, evidentemente non è ancora ora. Alla fine Michelini non è riuscito in cinque anni, Arena uguale nel suo più breve e sfortunato mandato. Perché Frontini avrebbe dovuto fare le cose di corsa?
Dopotutto è solo da dieci anni che non c’è un direttore del Museo. Da quando l’ultimo se ne è andata in pensione non è più stato trovato un sostituto. Un fatto non da poco perché “no direttore, no denari”. Infatti i fondi regionali OMR (Organizzazione Museale Regionale), con bandi che escono ciclicamente ogni anno, non possono essere “attinti” se si è sprovvisti dell’organigramma e soprattutto della sua figura apicale, il direttore appunto.
E proprio l’assenza di un direttore è da stimolo a perplessità anche sulla vigilanza attivata sul patrimonio storico-artistico del Museo svolta negli ultimi anni. Un tema su cui il nuovo direttore farà prontamente chiarezza, verificando al suo ingresso la corrispondenza tra inventario dei reperti e i reperti stessi. Dopo tanti anni di limbo quella è la prima importante azione che qualsiasi professionista nominato direttore andrà a fare.


















