Diocesi e Archeoares tratteggiano il volto turistico di Viterbo. La speranza sul Colle del Duomo
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Giri l'angolo e boom: la meraviglia. Piazza San Lorenzo è qualcosa che vale la pena vivere, almeno una volta nella vita. Peccato si trovi a Viterbo, peccato la città non sia mai stata amministrata sviluppando e mettendo in essere strategie turistiche.

Giri l’angolo e boom: la meraviglia. Piazza San Lorenzo è qualcosa che vale la pena vivere, almeno una volta nella vita. Peccato si trovi a Viterbo, peccato la città non sia mai stata amministrata sviluppando e mettendo in essere strategie turistiche.

Eppure qualcosa sta accadendo, nonostante tutto e tutti. E nella storia che vi stiamo raccontando questa domenica due sono stati i motori. Il primo è Archeoares, società nata nel 2004 da studenti di Beni Culturali. Il secondo è la Diocesi di Viterbo. Diocesi che, nella persone del suo vescovo Lino Fumagalli e tutti i suoi collaboratori, si sta definendo come uno dei centri più lungimiranti e propositivi del capoluogo della Tuscia.

E dal lavoro di squadra tra Diocesi di Viterbo e Archeares è nato un fiore prezioso. Si chiama accoglienza turistica, si chiama capacità di seminare la prospettiva di un luogo a vocazione turistica. Il primo novembre Archeoares e Diocesi hanno iniziato a camminare dentro una nuova avventura e insieme hanno dato vita a un nuovo volto per il Polo Monumentale Colle del Duomo.

La sala del Conclave, luogo importante per la storia della Chiesa, ora è sempre visitabile. Il tutto grazie a un sistema di audioguide che rende possibile una visita personalizzata. Gli spazi di Palazzo Papale sono stati organizzati a ospitare un racconto interattivo tra la voce narrante, pezzi unici esposti in teche, pannelli esplicativi e un video che racconta della storia del primo Conclave.

Ma c’è di più. Al di là del tangibile, delle cose materiali. C’è che quando sali le scale del duomo trovi un’accoglienza. Il sorriso di chi è nella struttura di distribuzione delle guide, la professionalità e la cortesia, la bellezza di trovare personale in divisa. In buona sostanza il lavoro che Archeoares e la Diocesi di Viterbo portano avanti da anni sul versante dell’accoglienza turistica nel Colle del Duomo ha raggiunto un punto di svolta. E’ evidente la consapevolezza maturata sul fatto che questo angolo di Viterbo può e deve essere un luogo turistico. Questa la cosa più preziosa, che rappresenta (oltre a un’occasione di lavoro per i diretti interessati) un bel regalo all’intera città.

Con La Fune siamo andati a toccare con mano la situazione, rimanendone davvero colpiti e cogliendo il segnale grande che arriva dal Colle del Duomo. Venerdì 10 novembre l’inaugurazione ufficiale alle 18, presso la Sala delle Biblioteche del Ce.Di.Do. Come giornale del territorio il nostro grande in bocca al lupo ad Archeoares – nelle persone di Bruno Blanco, Francesco Aliperti e Gianpaolo Serone e tutti i loro collaboratori – e un grazie alla Diocesi per la sua lungimiranza e attenzione e per essere protagonista e ispiratrice di un possibile sviluppo turistico della città di Viterbo. Sviluppo turistico che varrebbe, se maturato opportunamente, posti di lavoro e quindi sostegno alle persone e alle famiglie.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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