Dio ci scampi e liberi dai giustizialisti (soprattutto se a fasi alterne)
ghigliottina 2
800 Confartigianato
EDITORIALE - Non ci piace l'idea di una ghigliottina a piazza del Comune, da attivare su richiesta della massa. Lo riteniamo pericoloso, dannoso e antidemocratico.

EDITORIALE – La questione morale è come una rinomata pelle elastica, soprattutto quando di mezzo c’è la politica. Assistiamo in queste ore alla notizia di una richiesta di giudizio immediato da parte dei pm che stanno seguendo l’inchiesta Bruzziches e alle prime reazioni a mezzo stampa. 

Arrivano i primi comunicati di uomini di partito, garantisti a Roma (l’ultima vicenda la fiducia sulla ministra Santanché) e giustizialisti in terra etrusca. Questione di pelle elastica, da tirare quanto e come serve a sostenere una posizione e il contrario di questa a seconda della convenienza politica. 

L’intenzione, malcelata, è quella di attivare sulla vicenda Bruzziches una sorta di processo in pubblica piazza, scavalcando la sede democratica dei processi: il tribunale. Questo con lo scopo di “buttare giù” chi governa la città nella speranza di sostituirvisi attraverso un nuovo vuoto popolare. 

Un modo di concepire il popolo, in questo caso i cittadini viterbesi, come la famosa pelle elastica, anche in questo caso. Da tirare a proprio piacimento con un pizzico di retorica giustizialista e qualche strillo. Un concetto di democrazia aberrante, da cui è bene prendere le distanze alle prime avvisaglie. 

Anche perché chi oggi vorrebbe montare la ghigliottina in piazza del Comune dovrebbe comprendere che una volta messa su è difficile da smontare e spesso chi la edifica finisce per provarla sul proprio collo, prima o poi, come la storia insegna. Andatelo a chiedere a tale Robespierre. 

La vicenda Bruzziches farà il suo corso e sarà trattata nel migliore dei modi possibile da chi ne ha le competenze e la titolarità. Ingerenze della politica sul potere di giudizio (anche sommario) sono un atto poco liberale nei confronti del quale è dovere-diritto di ogni cittadino fare scudo. Diritto-dovere anche di un giornale che deve essenzialmente informare e raccontare i fatti perché le sentenze passano per altri luoghi, poteri e processi titolati, informati, competenti e rivestiti di questo ruolo dall’architettura costituzionale. 

Non ci piace l’idea di una ghigliottina a piazza del Comune, da attivare su richiesta della massa. Lo riteniamo pericoloso, dannoso e antidemocratico. Lo riteniamo un danno severo, grave e perverso nei confronti di Viterbo. Tutti i cittadini sensienti hanno un solo interesse: che la giustizia faccia il proprio corso. Hanno un diritto: quello di essere informati su come stanno realmente le cose. Hanno un dovere: non scadere nel giustizialismo da bar perché una città con la ghigliottina in piazza e in preda agli arruffapopolo di turno finisce per essere una città che vale poco. 

800 Confartigianato
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
Onda
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01