
EDITORIALE – Sul turismo tutti chiacchierano e pochi lo fanno con cognizioni minime di base. Ancora rimane un residuo di negazionisti sulla crescita turistica che ha interessato Viterbo negli ultimi anni. Incredibile quanti danni possa fare al cervello “la lotta politica senza quartiere”, “l’odio cieco”, “il rosicamento”, e l’opposizione in barba a tutto e a tutti (financo in oltraggio all’intelligenza degli elettori).
Nei giorni di Ferragosto Viterbo era vuota, più o meno. Non è mancato chi ne ha fatto “cavallo” e subito è andato a dare lo zolfo sull’opinione pubblica. Peccato che la questione è insensata e che non ci sia un problema di “Viterbo vuota a Ferragosto”. In questi giorni mi sono trovato sul Conero e una sera al tavolo di un bar non ho potuto fare a meno di prendere il giornale per una lettura veloce (le malattie sono malattie). Il titolo d’apertura era “Città mezza vuota per Ferragosto”. La città in questione era Ancona, effettivamente semideserta. Chiaramente tutti, anche quelli che ci dormivano venendo da fuori, erano lì per poche ore al giorno, passando il resto del tempo nelle varie spiagge di Sirolo, Numana, Marcelli e giù fino a Porto Recanati.
Lo stesso è accaduto a Viterbo. I numeri di Nunzi sono veri e il turismo in città cresce. Sempre più persone, che poi visitano la provincia, decidono di dormire nel capoluogo. Questo fa effettivamente “scopa” con quanto raccontato da Giulio Della Rocca a proposito delle notti a San Carluccio (poi lui chiaramente le racconta come fossero le Notti Magiche all’Olimpico di Italia Novanta quando in realtà sono più simili alla festa della Madonna del Canneto a Gallipoli). Ma il tema non è questo, Viterbo può anche essere deserta a Ferragosto perché il suo target turistico non è quello dei “masochisti” pronti a girare tra peperino e sole a 37 gradi.
La verità non è neanche che ora a Palazzo dei Priori sono diventati bravi e arrivano i turisti. La verità, cari signori che fate politica, è che i turisti che arrivano non possono essere utilizzati da nessuno. Né dalla maggioranza né tantomeno dalle opposizioni, specie quando vogliono raccontare il falso di una città senza turismo o con turismo in crisi.
Il turismo di Viterbo non può fiorire né andare in crisi per meriti o demeriti della politica (peggio del non avere uno straccio di strategia e piano cosa possono fare?). La verità è che la politica viterbese non ha mai messo mano al “dossier turismo” e quello che abbiamo (turismo in crescita e capoluogo che ne sta beneficiando anche in termini economici e di posti di lavoro) non è roba che viene dalla politica. Arriva tutto dal mercato, dalle modifiche che il mercato turistico ha subito e sta subendo. C’è l’overtourism a “spingere” luoghi come Viterbo e la Tuscia. Poi ci sono i social media che stanno aiutando “casualmente” la comunicazione di un territorio dove sindaci e amministrazioni hanno sempre poco capito di comunicazione e peggio speso.
La verità è che a oggi manca, come ieri, una brand identity del territorio, un piano di comunicazione, un badget certo e uomini e donne (non i soliti avventurieri “poliposi” politicamente captati) capaci al mestiere dello storytelling o almeno disposti a studiare, un lavoro organizzato di formazione all’accoglienza, una capacità di fare rete e anche una rete di trasporti funzionale.
Chi amministra il territorio poco ha fatto, fatta salva qualche eccezione (Civita di Bagnoregio e Bolsena) e pur riconoscendo all’amministrazione Frontini di essere riuscita a impostare un decoro migliore e di avere avuto la lungimiranza di diversi interventi (l’illuminazione delle mura, i milioni per recuperare spazi ed edifici in centro, etc). Tutta roba che aiuta la crescita turistica ma che non determina, almeno in prima battuta, la domanda.
In tutto questo dibattere però ci ha colpito una cosa. Si rimprovera che Viterbo sia vuota a Ferragosto. Poi si rimprovera di avere messo i manifesti per pubblicizzare il tre settembre a Roma in una capitale vuota. Il salto logico scontato sarebbe stato questo: se è vuota anche Roma (e quindi critichiamo i manifesti) come si può pretendere che sia piena Viterbo? Uno usando la logica avrebbe evitato di criticare nelle due direzioni, perché una sconfessa l’altra.
Quale miracolo Palazzo dei Priori potrebbe fare per rendere piena una cittadina quando le condizioni generali svuotano anche la città eterna? Ma la logica in politica è arte poco praticata, anche sconosciuta pare. I politici di oggi sembrano nutrirsi a pane, Nutella e propaganda. Forse bisognerebbe cambiare questo. Non l’alimentazione ma i politici fatti così. Si starebbe meglio.
Per tutto il resto, fortunatamente, c’è il mercato (finché è favorevole).

















