

di Federica Salomoni
E se una volta ogni tanto questa rubrica diventasse “dillo con una pianta”?
Nel mio lavoro di fiorista do sempre tanto spazio ai fiori ma un negozio come il faut deve avere anche piante e nella loro selezione opero la stessa rigorosa entusiastica cura che riservo ad ogni cosa entri in Officina.
Ne parlavo giusto l’altro giorno con una signora qui in negozio, al di là delle mode passeggere – ebbene sì anche piante e fiori patiscono la dura legge del “ora va questo ora va quello”, ricordate i fiori desueti cui accennavo la scorsa settimana?! – ci sono delle piante da avere assolutamente in casa.
Inizio dalla mia pianta preferita: la Rhipsalis
Le Rhipsalis sono delle cactacee. No, non immaginate dei cactus nel senso canonico del termine, non hanno spine pungenti, nella maggior parte delle oltre 40 varietà che ne esistono hanno andamento ricadente la Rhipsalis Cassutha e la Rhipsalis Paradoxa, talvolta eretto come la Rhipsalis Pilocarpa ma sono molto decorative, e robuste soprattutto; quindi, di facile gestione e questo almeno per me è un requisito fondamentale visto che ho pochissimo tempo libero.
Tra le varietà che preferisco la Rhipsalis Baccifera che produce delle piccole bacche bianco trasparenti che ricordano il vischio e gli steli più cicciottelli ma su tutte la Rhipasalis Capilliformis che ha fusti lunghissimi e molto sottili lunghi anche 40 cm che la fa somigliare a cugino Itt della famiglia Addams
Il genere Rhipsalis è originario di una vasta fascia che va dall’ America centro-meridionale all’ Africa Centrale, dal Madagascar allo Sri Lanka.
Per questo pur essendo una pianta grassa ama il terriccio sempre umido, non bagnato: umido e non ama i ristagni idrici, quindi niente sottovaso e mai innaffiare nel cachepot ma per immersione.
Come regola generale tutte le piante vanno innaffiate per immersione in acqua a temperatura ambiente, né calda né fredda, in modo che possano prendere in un’oretta circa tutta l’acqua di cui hanno bisogno fino alla prossima innaffiatura avendo cura di lasciar drenare l’eccesso.
Per quello che riguarda l’esposizione lo dirò ora per non dirlo mai più: nessuna pianta ama la luce diretta del sole che ne brucia le foglie e i fiori, ancora meno quelle da interno che spesso vengono barbaramente cotte dai raggi del sole che attraversando il vetro ne amplificano l’effetto cocente.
Le piante, nella maggior parte dei casi, hanno bisogno di un ambiente ben illuminato dalla luce naturale di almeno una finestra ma mai e poi mai vanno esposte alla luce diretta dei raggi del sole, questo vale anche per la Rhipsalis.
Le Rhipsalis producono come tutte le piante dei fiori ma sono piccoli, di solito bianchi o gialli e al periodo di fioritura producono delle piccole bacche sferiche
E il rinvaso direte voi? Ogni 2-3 anni in vaso leggermente più grande,
le rhipsalis non hanno uno sviluppo radicale importante quindi possiamo usare anche ciotole poco profonde e leggere e danno il meglio di sé appese.
Non me ne voglia la Begonia Maculata che mi fissa dalla mensola alla destra della porta, tranquilla nella mia lista ci sei anche tu con le tue belle foglie
La Begonia maculata ormai è una star nel panorama delle piante da appartamento per le sue foglie particolari di forma irregolare con pois bianchi e di un rosso scuro nella pagina inferiore.
È una perenne di origine, manco a dirlo, tropicale ama dunque gli ambienti luminosi e umidi e si sviluppa in modo ottimale in casa, meglio se in bagno o in cucina forse i luoghi più umidi delle nostre abitazioni che devono avere almeno una finestra da cui entri abbondante luce naturale come vi ho già detto poche righe sopra
Potete collocare la begonia anche in altre stanze, purché le garantiate la giusta umidità.
Per l’esposizione e l’innaffiatura valgono i consigli di cui ho già scritto per la Rhipsalis. Come ogni Begonia anche la varietà Maculata tra maggio e ottobre produce dei fiorellini a grappolo bianchi o rosa ma saranno piccoli e non appariscenti come nelle begonie che allietano i nostri davanzali in primavera: nelle piante da appartamento il pregio della pianta è nelle foglie non nei fiori che di norma sono piccoli e di colore neutro. Il rinvaso si può fare all’inizio della primavera.
La Monstera è al terzo posto nella mia personale classifica della piante da avere in casa, non me ne vogliate la amo moltissimo soprattutto nella varietà Monkey Leaf ma ormai è onnipresente in ogni ambiente quindi non potete non averla ed io posso cominciare a non poterne più sebbene la trovi bellissima.
Quella che vi consiglio per cominciare è la variante Deliciosa una pianta d’appartamento facile da curare e che regala grandi soddisfazioni: è a crescita rapida e può diventare molto grande ed è tendenzialmente molto longeva.
Viste le sue dimensioni importanti la Monstera deliciosa viene utilizzata come un vero e proprio oggetto d’arredo – chiedetelo alla mia amica Sara – in casa ma anche in studi o locali, soprattutto da quando lo stile “giungla” ha invaso riviste del settore ed è il motivo ricorrente nelle carte da parati.
Come vi dicevo è una pianta molto semplice da curare sebbene sia una pianta tropicale: è originaria del Messico e del Guatemala.
Come vi dicevo poco sopra in queste piante il pregio è nelle foglie che nella Monstera sono grandi, lucide, cuoriformi e frastagliate con buchi e fenditure che nelle zone ventose in cui cresce in natura servono per far passare l’aria senza piegare i fusti
La Monstera ha radici aeree, che si fissano al supporto su cui crescono quindi ha bisogno di un tutore o di bastoni di sostegno rivestiti di muschio o di rami se come me non amate i tutori che si trovano solitamente in commercio. Date le sue origini tropicali va benissimo in interno visto che raramente in casa ci sono meni di 18 gradi, come ho già detto e non mi stancherò mai di ripetere necessita di molta luce ma è importante non esporla mai al sole diretto.
Le innaffiature saranno abbondanti quando la superficie del terreno è asciutta e se possibile sempre per immersione in modo da evitare dannosi ristagni idrici
In realtà ce ne sono almeno altre 3 che dovreste assolutamente avere, temo che arriverà una seconda puntata di “dillo con una pianta” siete avvisati.

















