
di Federica Salomoni
Chiedere ad una fiorista quale sia il suo fiore preferito è un po’ come chiedere ad un bambino se vuole più bene a mamma o papà, eppure, al di là degli inevitabili piccoli sensi di colpa che mi animano ora, posso dirvi che, per il fiore di cui vi parlo oggi ho decisamente un debole.
Considerato nel linguaggio dei fiori come la dichiarazione d’amore per eccellenza lasciate che vi racconti la storia del tulipano.
Bianco ha per me un valore affettivo enorme: il negozio che più di ogni altro ha plasmato il mio gusto arricchendo la mia vita professionale e personale è stato Tulipani Bianchi. Grazie Franz.
Accantonate le smancerie torniamo al protagonista di questa domenica.Il tulipano è originario della Persia, l’attuale Iran, dove cresce spontaneamente, da lì venne importato in Turchia dove ancora oggi viene celebrato nel mese di aprile,
Il suo nome deriva dal termine “tulbend”, che identifica il turbante indossato dai turchi.
La sua coltivazione risale a oltre mille anni fa ma solo nel 1554 l’ambasciatore austriaco a Istanbul portò a Vienna il primo tulipano.
Lì riscosse enorme successo e si diffuse ben presto nel resto d’Europa, soprattutto in Inghilterra ed in Olanda che ne diventa il maggior coltivatore.
È il 1637 quando in Olanda scoppia la cosiddetta bolla dei tulipani o tulipomania, la prima crisi finanziaria documentata nella storia del capitalismo.
Tutto nasce dalla moda dell’acquisto di tulipani, considerati dei fiori esotici e ricercati, specie le varietà meno conosciute, che iniziò a diffondersi nella seconda metà del ‘500.
In breve, divenne un ambito bene di lusso e perciò appannaggio degli appartenenti alla borghesia più ricca e dei commercianti più facoltosi.
Ma come abbiamo imparato anche in tempi molto recenti, ugualmente le classi sociali meno abbienti erano attratte da questo nuovo investimento.
Questo significò una maggior domanda che comportò l’aumentare dei prezzi del prodotto, connesso ai tempi lenti del ciclo produttivo del bulbo che rese difficile reperire il prodotto desiderato sul mercato.
Questo modificò la modalità di vendita: i contadini vendevano i bulbi quando ancora non erano sbocciati, utilizzando contratti che prevedevano lo scambio solo alla fioritura, quindi in un secondo tempo.
Si tenevano aste in cui l’oggetto della compravendita era una cosa futura – ed ecco a voi i primi futures signori -alla stipula di pagava un acconto in attesa della fioritura che era il momento dello scambio reale e del saldo.
Poiché si dovevano attendere mesi perché il bulbo fiorisse, iniziò ad essere oggetto di scambio anche il contratto stesso di “prenotazione” del bulbo fiorito quindi la catena di scambi si allungava divenendo sempre più fragile e bastava davvero poco – la non disponibilità dei fiori da parte del venditore o che l’acquirente non onorasse il patto perché tutta la catena fosse in serie difficoltà economiche
Il gioco al rialzo che si era originato, di passaggio in passaggio il prezzi del contratto lievitava, diede vita ad una vera e propria bolla di vendita
È sempre nel 1637 che un bulbo di tulipano viene battuto, ed acquistato, in un’asta al prezzo di una casa.
Come era montata rapidamente la bolla scoppiò quando iniziò a circolare la notizia di un’asta di tulipani andata deserta, scoppiò il panico collettivo, i prezzi iniziarono a crollare e con essi il valore dei tulipani
Non vi tedierò oltre con nozioni economiche ma in circa tre mesi il governo fu costretto a correre ai ripari intervenendo ma moltissimi olandesi caddero in rovina.
Se come siete affascinati da questa storia non potete non guardare un bel film del 2017 “La ragazza dei tulipani”
Ma torniamo al tulipano e al suo significato.
Le leggende sono spesso tristi e quella legata a questo fiore non è da meno
Si narra che in un villaggio delle Persia vivessero Shirin e Ferhad, una coppia di giovani innamorati. Un giorno Shirin si allontanò e poiché non fece ritorno Ferhad si avventurò nel deserto per cercarlo. Ben il caldo e la fatica indebolirono la ragazza che cadde ferendosi a morte su delle pietre, il suo sangue si mischiò alle lacrime di dolore tramutandosi in rossi tulipani
Si dice che tutte le primavere questi tornino a fiorire in ricordo di questo amore
Intorno al tulipano ci sono altre leggende non meno tristi ahimè come quella che vuole il tulipano nascere dal sangue di un giovane sacrificatosi per amore non corrisposto.
Il tulipano è legato a storie di sultani e odalische; ne “Le mille e una notte” si legge che il sultano lasciasse cadere un tulipano ai piedi della donna prescelta tra quelle del suo harem per indicare la propria preferenza, altrove si dice che è il tulipano fosse il fiore che le odalische lanciavano fuori dai giardini dell’harem ai loro amori perduti.
Una leggenda più moderna vuole che gli immensi campi di tulipani di cui è piena l’Olanda siano il pegno di una fata che fece morire di crepacuore un giovane contadino non corrispondendone l’amore. Il contadino che non conosceva altri mondi e non sapeva fare altro che coltivare il suo terreno quando scoprì i tulipani, nelle cui corolle si nascondevano piccolissime fate, si innamorò perdutamente di una di esse ma ella non seppe mai ricambiare.
Esistono tante varietà di tulipano, a fiore doppio e pieni di petali, con i petali sfrangiati, tinta unita o sfumati in colori contrastanti, e ne produciamo di bellissimi in Italia – il mio preferito è il tulipano francese gambo lunghissimo e durata di più di 2 settimane, col passare dei giorni si curva in un modo sinuoso.
Sapete che in acqua il tulipano continua ad allungarsi? Questo suo continuare a crescere lo rende inadatto a mio avviso ai bouquet tondeggianti di fiori misti perché ne guasta la forma.
Il tulipano è il fiore ideale se ciò che desiderate comunicare è un sentimento vero, puro, un amore totale, d’altri tempi


















