Dies Natalis s'illumina e a San Sisto è già "pellegrinaggio" di viterbesi e turisti
Foto Dies Natalis
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VITERBO - A fare il conto alla rovescia dell'accensione la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Presento tutto "lo stato maggiore" della Macchina: dall'ideatore Raffaele Ascenzi ai costruttori Fiorillo, tutti con i rispettivi staff di tecnici. 

VITERBO – Ore 21,30 di sabato 24 agosto, Dies Natalis si illumina per la prima volta a San Sisto. Un’emozione per tutti i presenti. Una pagina nuova della storia del Trasporto sta per essere scritta. Manca davvero una manciata di giorni alla “mossa” del tre settembre e da quando la nuova Macchina è a Porta Romana a centinaia sono già andati a vederla. 

A fare il conto alla rovescia dell’accensione la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Presento tutto “lo stato maggiore” della Macchina: dall’ideatore Raffaele Ascenzi ai costruttori Fiorillo, tutti con i rispettivi staff di tecnici. 

La Macchina ha un colore ambrato e la sera del tre accoglierà anche la fiamma dell’ormai tradizionale fiaccola che arriverà a San Sisto poco prima della partenza. 

Tantissimi i viterbesi che hanno scelto di essere presenti al momento dell’accensione. Grande l’emozione tra tutti. 

Dal 21 agosto invece, giorno dell’assemblaggio della Macchina, è iniziato una sorta di pellegrinaggio di cittadini e turisti per avere un primo incontro con Dies Natalis. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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