“Detenuto trovato con un telefonino aggredisce due agenti della penitenziaria”
Penitenziaria
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VITERBO - Ne dà notizia l'Uspp Lazio: "Manca un'attenzione della politica che non fornisce alcuna indicazione legislativa a tutela degli operatori".

VITERBO – Segue la nota dell’ Uspp Lazio.

“Purtroppo dobbiamo evidenziare che anche oggi un detenuto sorpreso ad attività illecite per un occultamento di un microtelefono ritrovato dopo scrupolose indagini, oggi reato penale, ha aggredito due agenti penitenziari per cui sono state necessarie le cure del caso.

Oramai nei nostri istituti penitenziari ogni giorno detenuti di varie nazionalità, con reati gravi o di minore entità, sono avvezzi ad aggressioni e attività illecite continue sulle quali la polizia penitenziaria è chiamata costantemente ad attivare le procedure necessarie. Quindi diventa possibile che questi diventino violenti e pericolosi per chi deve adempiere al proprio dovere istituzionale.

L’amministrazione penitenziaria continua a movimentare gli stessi da sede a sede ma di fatto manca un’attenzione della politica che non fornisce alcuna indicazione legislativa a tutela della polizia penitenziaria.

Uspp Lazio augura ai colleghi aggrediti è che il soggetto sia perseguito ai sensi di legge per aggressione oltre al reato per il microtelefono occultato durante la detenzione”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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