Deposito Scorie Nucleari, il capoluogo c'è. Frontini: "Andiamo a Roma, sì adesso andiamo a Roma" (video)
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VULCI - Il posizionamento del capoluogo è stato chiaro con il discorso della sindaca Chiara Frontini che ha accolto il coro dei presenti: "Roma! Roma! Roma!"; andando dritta: "Sì andiamo a Roma, adesso andiamo a Roma". 

VULCI – (Foto Maurizio Di Giovancarlo) Una giornata storica quella di Vulci dove il capoluogo della Tuscia è tornato a essere capoluogo. Il posizionamento è stato chiaro con il discorso della sindaca Chiara Frontini che ha accolto il coro dei presenti: “Roma! Roma! Roma!”; andando dritta: “Sì andiamo a Roma, adesso andiamo a Roma”. 

Un messaggio importante al termine dell’intervento della prima cittadina viterbese, perché la decisione finale sul Deposito di Scorie Nucleari dovrà essere presa nelle istituzioni nazionali, quindi nella capitale. 

Riportiamo il discorso di Frontini, di cui abbiamo registrato anche un video: “Inutile che promuoviamo il nostro territorio, inutile che poi andiamo ai Vinitaly, che andiamo alle Fiere, che poi candidiamo Viterbo e la Tuscia Capitale Europea della Cultura se permettiamo impunemente che possa accadere uno scempio di questo genere nella nostra terra.

Non è solo una questione di turismo e di agricoltura ma anche questo è. Porteranno avanti la tematica dei posti di lavoro, porteranno avanti la tematica delle imprese ma noi non dobbiamo cascarci in questa narrativa perché se pochi posti di lavoro andrebbero a nascere tanti altri lavori oggi esistenti si andrebbero a perdere. Tenteranno di ingannare, tenteranno di dividere un popolo che invece oggi sta qui insieme perché se di lavoro c’è bisogno c’è ancora più bisogno di futuro.

A questo non possiamo rinunciare. Le tante presenze sono un segnale. Oggi ho avuto il piacere di vedere anche tanti cittadini viterbesi. La scorsa settimana abbiamo tenuto a battesimo il Comitato della città di Viterbo che non si sta tirando indietro dal suo ruolo di capoluogo. Siamo qui perché è giusto che la città di Viterbo faccia il suo ruolo fino in fondo in questa battaglia insieme a tanti sindaci. Dobbiamo fermare questa invasione. Siamo qui per dire ancora una volta che i livelli istituzionali alti non ci possono lasciare soli. Se le presenze sono importanti anche le assenze lo sono, non ci dobbiamo allarmare ma li dobbiamo andare a cercare. Chi rappresenta questi territori a livello regionale e nazionale ci serve, lì la battaglia si gioca fino in fondo.

Questa giornata di oggi è una delle cose più belle accaduta negli ultimi quindici anni da queste parti. Se le persone saranno ferme, unite e compatte questa battaglia non sarà persa. Questa voce deve arrivare dove si decide. Avanti tutta. Sì andiamo a Roma, adesso andiamo a Roma”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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