
VITERBO – Palazzo dei Priori si mette di traverso all’ipotesi di realizzare nella Tuscia il deposito nazionale di scorie nucleari. Dal consiglio comunale del capoluogo arriva un secco e fermo “no” alla decisione Sogin di individuare 22 siti per il deposito di scorie radioattive nel Viterbese.
“C’è bisogno di territorio in questa battaglia. La Tuscia sta scontando problematiche importanti per le troppe divisioni e particolarismi, che ci rendono deboli. Per questo ho chiesto a tutti i capigruppo un documento condiviso, incisivo e operativo, che impegni l’ente ad azioni concrete, chiedendo di costituirci come capoluogo in giudizio al ricorso al TAR.
Siamo al fianco delle associazioni degli agricoltori che hanno gridato un appello di sostegno e che l’amministrazione accoglie pienamente proprio in prospettiva di quella visione d’insieme che muove le nostre decisioni”. Queste le parole del sindaco Chiara Frontini.


















