Deposito nazionale scorie nucleari, Palazzo dei Priori pronto a ricorrere al Tar contro le decisioni Sogin
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VITERBO - Palazzo dei Priori si mette di traverso all'ipotesi di realizzare nella Tuscia il deposito nazionale di scorie nucleari. Dal consiglio comunale del capoluogo arriva un secco e fermo "no" alla decisione Sogin di individuare 22 siti per il deposito di scorie radioattive nel Viterbese.

VITERBO – Palazzo dei Priori si mette di traverso all’ipotesi di realizzare nella Tuscia il deposito nazionale di scorie nucleari. Dal consiglio comunale del capoluogo arriva un secco e fermo “no” alla decisione Sogin di individuare 22 siti per il deposito di scorie radioattive nel Viterbese.

“C’è bisogno di territorio in questa battaglia. La Tuscia sta scontando problematiche importanti per le troppe divisioni e particolarismi, che ci rendono deboli. Per questo ho chiesto a tutti i capigruppo un documento condiviso, incisivo e operativo, che impegni l’ente ad azioni concrete, chiedendo di costituirci come capoluogo in giudizio al ricorso al TAR.

Siamo al fianco delle associazioni degli agricoltori che hanno gridato un appello di sostegno e che l’amministrazione accoglie pienamente proprio in prospettiva di quella visione d’insieme che muove le nostre decisioni”. Queste le parole del sindaco Chiara Frontini.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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