
VULCI – (Foto Maurizio Di Giovancarlo) Hanno sconfitto anche Buffalo Bill e non è una leggenda ma una storia vera. Oggi c’erano anche loro a Vulci, a scrivere ancora una volta la storia di un territorio. Stiamo parlando dei mitici butteri, signori della Maremma.
Chi conosce questo mondo capisce bene che quei signori a cavallo hanno portato un messaggio chiaro: la Toscana è con il Viterbese. Qualche giorno fa da Capalbio è stato mandato, anche lì a Roma, un messaggio netto.
I butteri sono la Maremma e sono il simbolo dell’unione tra Alto Lazio e Toscana. Una continuità indissolubile che a differenza dell’atomo non può essere scissa. Anche se in questa storia, ormai l’hanno capito tutti, il problema non è l’atomo o l’energia atomica. Il problema è quando questa roba molto delicata la si vuole maneggiare senza rispettare le indicazioni della scienza. Ed è su questo la battaglia del No al Deposito Nazionale di Scorie nel Viterbese.
Ispra aveva dato indicazioni cristalline a Sogin sui criteri da rispettare nella scelta dei siti idonei. Sui 21 siti scelti come potenzialmente idonee nel Viterbese (su 51 nazionali) nessuno rispetta i criteri di Ispra. Un fatto piuttosto singolare e che rende non solo legittima ma necessaria la battaglia che i viterbesi da Acquapendente alle Saline di Tarquinia, da Civita Castellana a Pescia Romana stanno combattendo. Tra loro, bellissimi, anche i butteri. Custodi di un mondo antico e saggio e simbolo di una terra che vuole continuare a essere se stessa senza che chissà quali interessi particolari possano oltraggiarla.




















