
I dati, signori fornite i dati. Quello è il termometro per capire se in un territorio c’è un’emergenza sicurezza. Purtroppo in questi giorni è risultato più chiaro a tutti che le cose stanno diversamente.
Se la gente non denuncia un territorio, una zona della città, possono apparire “lindi e pinti” e invece magari sono teatro di crimini quotidiani. Il quadrante tra Sacrario e San Faustino è attenzionato speciale da alcuni giorni da parte delle forze dell’ordine e ne stanno venendo fuori di tutti i colori.
Il questore di Viterbo Massimo Macera, appena arrivato in città, ha preso parte al tavolo per l’ordine e la sicurezza voluto dal prefetto Giovanni Bruno, altro nuovo arrivo. Quando si è trovato davanti i racconti sconcertanti di una decina di residenti e commercianti della zona ha fatto un invito chiaro: “Denunciate”.
Il comando provinciale dei carabinieri ha aumentato i propri sforzi in questo angolo di città ed è sicuramente prezioso. Serve però la collaborazione dei cittadini che hanno perso fiducia nello strumento della denuncia. Preferiscono giocare partite di rimessa, evitare di uscire in certi orari e precisi posti. Si spostano in macchina per evitare incontri che potrebbero rappresentare un rischio. Insomma assumono un atteggiamento che favorisce la nascita del ghetto. Perché un ghetto è figlio di un avanzamento di persone con atteggiamenti antisociali e criminali e un arretramento di persone che non vogliono guai.
Niente di più sbagliato e pericoloso. E’ proprio l’abbandono, il tirarsi indietro della normalità a generare il terreno fertile per il degrado civile e sociale. Bene l’azione di contrasto, bene gli arresti, bene anche il daspo urbano per gli individui che con i fatti dimostrano di non voler far parte di un tessuto cittadino se non nel ruolo di guastatori. Ma è al tempo stesso importante riempire gli spazi con azioni che coinvolgano i cittadini. Servono iniziative di associazioni, artisti e altro per accendere la luce nei quartieri. Togliendo ossigeno a spacciatori, violenti e individui con comportamenti antisociali. Qui molto può fare l’amministrazione comunale.


















