Degrado di Palazzo Fabbretti (San Faustino): il Comune pronto a sistemarlo e a rifarsi sul privato
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La sindaca Chiara Frontini: "Tolleranza zero nei confronti di chi non mantiene in stato decoroso le proprie proprietà, soprattutto in centro e soprattutto se, oltre ad una problematica generale di decoro, impattano sulla sicurezza pubblica".

VITERBO – Palazzo dei Priori mette mano al pesante caso di Palazzo Fabbretti. La Fune ne aveva scritto agli inizi di luglio, segnalando una situazione precipitata ancora più in basso rispetto al pluridecennale degrado. Un’escalation preoccupante perché nell’edificio di via Bella Vista, nel cuore di San Faustino, da tempo dormono sbandati e i residenti raccontano di “strani giri” (leggi l’articolo di luglio de La Fune).

Altri colleghi bravi, come Diego Galli, hanno insistito sull’argomento e sono tornati a scriverne diverse volte. Un pressing, anche mediatico, che ha spinto il Comune di Viterbo a intervenire e a intimare al privato (Fondazione Fabbretti di Roma) di ripristinare il decoro e recuperare il palazzo.

Dieci giorni di tempo per intervenire sulle condizioni fatiscenti e degradate del palazzo di via Bellavista, mettendolo in sicurezza e ripristinando il decoro dell’edificio. Sono quelli che il Comune ha intimato alla fondazione proprietaria dell’immobile che versa da molti anni in pessime condizioni, fino ad essersi progressivamente trasformato in occasionale ritrovo di sbandati.

Lo stato di abbandono dell’edificio compromette la vivibilità dell’intera zona del centro storico e crea preoccupazioni e disagi ai residenti. Anche il particolare pregio della strada che presenta un suggestivo scorcio sul campanile della chiesa di san Giovanni Battista degli Almadiani, è fortemente appannato dalle condizioni dello stabile.

“Come la buona pratica di strada Filante ci insegna, il messaggio deve essere chiaro: se il privato non ottempera, il Comune non resta a guardare – è il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris – abbiamo varato l’ordinanza che intima il privato a ripristinare la sicurezza nell’immobile. Trascorsi i dieci giorni di tolleranza, i lavori saranno eseguiti dal Comune in danno come già accaduto per strada Filante.

Quel palazzo è un danno per tutto il quartiere, oltre che per la sicurezza statica dell’immobile, anche per un discorso di ordine pubblico. E il decoro pubblico, come la sicurezza, sono per noi la priorità. Questo intervento va in questa direzione”.

La sindaca Chiara Frontini: “Tolleranza zero nei confronti di chi non mantiene in stato decoroso le proprie proprietà, soprattutto in centro e soprattutto se, oltre ad una problematica generale di decoro, impattano sulla sicurezza pubblica. Le istituzioni devono fare la propria parte e lo stiamo facendo al massimo delle nostre potenzialità, ma la cura degli spazi urbani è una responsabilità generale, a cui ognuno deve ottemperare per la rispettiva competenza.”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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