
VITERBO – Se non togli il degrado da un luogo questo tende ad aumentare. Potrebbe essere una legge della sociologia che qualcuno potrebbe intestarsi (sempre che non l’abbiano già fatto). A San Faustino degli sbandati hanno occupato Palazzo Fabretti, su via Bellavista, e vivono là dentro. Poi dalla mattina alla sera si riversano nelle strade vicine: dal Sacrario a piazza della Rocca e si divertono a infrangere sistematicamente l’ordinanza antibivacco della sindaca Frontini.
Ma a preoccupare è l’occupazione di Palazzo Fabretti. Cosa accade là dentro? E’ la domanda che si fanno i residenti della zona. Uso di droghe? Spaccio? Prostituzione? Di fatto c’è un posto, nel cuore di un quartiere con le sue criticità, che rappresenta una sorta di buco nero. Tutti ancora ricordano la storia della povera Desireé consumata all’interno di uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo di Roma. Così cresce la preoccupazione e anche la paura.
Anche perché gli “inquilini” dell’edificio occupato non danno una bella immagine di sé in giro per il quartiere. Una parte di loro già dalla mattina alle 6 inizia a urlare in strada e a litigare. Un agente immobiliare ci ha raccontato di avere portato un signore romano interessato all’acquisto di una casa a San Faustino nel primo pomeriggio. Appartamento molto bello, grande e luminoso. Prezzo straordinario, cliente fortemente interessato ma affare saltato perché aprendo il portone per uscire si sono trovati davanti agli occhi scene di “ordinarie bottigliate”.
E che il degrado, dopo mesi in cui la situazione è stata tenuta piuttosto sotto controllo, si stia accentuando lo dimostra una scena che tutti possono godersi. Ve la raccontiamo per come l’abbiamo vissuta noi. Parcheggio del Sacrario, ticket preso, macchina chiusa, apprezzamento di un piazzale sosta abbastanza pulito, pochi passi e una scena terribile. Un gruppo di 7-8 persone, un corredo di 20-30 bottiglie di birra vuote a terra e altre ancora piene in mano. Un pitbull bianco senza guinzaglio, uno di loro totalmente ubriaco, una radio a palla da strada e Manu Chao con “Me gustas tu”. Abbiamo cambiato strada noi (uomini, quarantenni, non digiuni di arti marziali, corporatura sopra la media). Abbiamo pensato all’effetto che tutto questo possa fare a delle ragazzine di quindici anni, a un’anziana signora ma anche a una famiglia.
Questo accade ogni giorno, alla faccia dell’ordinanza antibivacco, praticamente sotto al Comune. E quando finiscono lì tutti a dormire (ma anche a fare altro) dentro l’occupato Palazzo Fabretti. Nell’indifferenza di tutti.

















