Decoro del centro storico, "è ora" di cambiare i vecchi cestini che abbruttiscono la città
cestini rifiuti
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VITERBO - La sostituzione di tutti i cestini sarebbe una buona azione per un'immagine migliore di Viterbo e per alleggerire la cartella Tari dei cittadini.

VITERBO – “È ora” di cambiare i vecchi cestini che servono alla raccolta di rifiuti per chi vive il centro storico. La fiera di Santa Rosa è stata un successo, anche contro le aspettative, ma un problema evidenziato da molti cittadini è stato quello dei rifiuti. 

Foto di cestini traboccanti e stracolmi hanno otturato i social dei viterbesi e i molti che hanno frequentato il centro storico per l’occasione hanno notato una situazione imbarazzante. I cestini che servono al decoro del centro storico sono piccoli. Tra l’altro non permettono al cittadino o al turista di differenziare i rifiuti gettati, andando a produrre un indifferenziato che è molto costoso (in Tari) per i residenti di Viterbo. 

Il problema che colpisce i viterbesi per questa mancata attenzione di chi amministra la città a un tema all’apparenza banale è duplice. Da una parte questo tipo di cestini così piccoli contribuisce al degrado di piazze e vie e dall’altra colpisce direttamente le tasche di chi paga la Tari. Questo perché più immondizia indifferenziata si produce e più è alta la mole del conferimento in discarica, con massimo gaudio di chi gestisce la discarica ma con “salassi” economici per i cittadini. 

La sostituzione di tutti i cestini, almeno del centro storico ma sarebbe utile cambiarli in ogni angolo del territorio comunale, è quindi una buona azione per un’immagine migliore di Viterbo e per alleggerire la cartella Tari. 

Con milioni di euro investiti sul centro storico, il conteggio è arrivato a 100 milioni di euro (una cifra senza precedenti), l’amministrazione Frontini riuscirà ad aggiungere il tassello dei cestini? A giudicare da quanto il tema è battuto sui social, tanto da rischiare di offuscare anche il buon risultato della fiera di Santa Rosa 2024, oseremmo consigliere che “sarebbe ora”. 

 

 

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