Decadenza Moltoni, i consiglieri davanti al dubbio amletico
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Oggi torna a riunirsi il consiglio in prima convocazione e domani in seconda. Si riparte dalle interrogazioni e dal punto dell'incompatibilità del consigliere per la nota vicenda della condanna al pagamento di 80mila euro dalla Corte dei Conti.

48 ore di tensione. Questo è ciò che attende il consigliere del Gal Francesco Moltoni. Oggi torna a riunirsi il consiglio in prima convocazione e domani in seconda. Si riparte dalle interrogazioni e dal punto dell’incompatibilità del consigliere per la nota vicenda della condanna al pagamento di 80mila euro dalla Corte dei Conti.

Una situazione complessa e spinosa, che ha spaccato la coscienza di diversi colleghi consiglieri. Soprattutto perché è attesa a giorni la sentenza, esecutiva in primo grado, nella causa che vede contrapposta l’assicurazione e Palazzo dei Priori. In caso di condanna della prima la stessa sarà costretta a pagare gli 80mila euro per conto di Moltoni, sollevandolo quindi dalla difficile situazione in cui si è venuto a trovare per le scelte prese sulla ricapitalizzazione del Cev.

Proprio questo fatto, a ben guardare cruciale, rappresenta in qualche modo una remora al voto sulla decadenza. La domanda è: attendere o non attendere? Questo è il problema direbbe Shakespeare. Ai consiglieri comunali l’onere di risolvere questo dubbio amletico. Con la consapevolezza che votare per la decadenza e magari assistere, tra pochissimo, alla condanna dell’assicurazione porrebbe problemi seri e imbarazzi per la falsatura del quadro democratico uscito dalle urne nel maggio 2013.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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