Dalla mezzanotte Celleno non è più zona rossa, resta la "zona rossa ristretta" nell'area delle case di riposo
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CELLENO - L'assenza di nuovi casi di contagio in questi giorni è stata determinante per la rimozione delle misure restrittive speciali. In questi giorni effettuati tamponi e test seriologici su 700 persone del borgo.

CELLENO – Non c’è bisogno di proroghe sul provvedimento che ha portato la Regione Lazio a cinturare il piccolo comune della Tuscia. Parola fine sulla zona rossa scattata lo scorso 10 aprile. Quindici giorni di blocco, deciso a seguito dell’alto numero di positivi al Covid-19, essenzialmente tutti registrati all’interno della struttura di Villa Noemi.

“Proseguiranno i controlli negli accessi delle case di riposo. Al momento stiamo lavorando per emettere le ordinanze di restrizione per l’area che interessa le case di riposo (che rimane una zona rossa ristretta) come disposto dalla direzione sanitaria della ASL di Viterbo in concerto con le disposizioni della Questura con la quale continua il lavoro di Coordinamento”, così dal Comune di Celleno.

L’assenza di nuovi casi di contagio in questi giorni è stata determinante per la rimozione delle misure restrittive speciali. In questi giorni effettuati tamponi e test seriologici su 700 persone del borgo.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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