Da Vannacci il mondo della destra radicale viterbese e tanti giornalisti nazionali
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VITERBO - Nessuna folla oceanica ma una sala piena, come di solito accade agli appuntamenti politici fatti a Viterbo in questo luogo al di là del colore politico di chi sale sul palco. 

VITERBO – Roberto Vannacci arriva nel capoluogo della Tuscia per la prima festa dell’associazione ‘Noi con Vannacci’. Una sorta di contenitore che fa parte della galassia a sostegno del “generale” e che trova il proprio alfiere nell’ex senatore leghista Umberto Fusco. 

Incontro spostato alle Terme Salus per ragioni di maltempo e che ha fatto registrare un buon numero di persone. Nessuna folla oceanica ma una sala piena, come di solito accade agli appuntamenti politici fatti a Viterbo in questo luogo al di là del colore politico di chi sale sul palco. 

Il parterre è quello della destra radicale, non a caso tra i presenti l’ex ministro aennino Gianni Alemanno. Con lui altri uomini e donne della destra sociale della Tuscia. 

Il Vannacci show si è mosso sulle solite corde: l’affermazione di una presunta “normalità”, l’individuazione degli “altri” e la teorizzazione dell’ormai famoso “mondo al contrario”. Quel mondo che è valso a Vannacci mezzo milione di voti circa in Europa e il posto da europarlamentare e prima ancora circa 400mila copie vendute del suo libro che porta proprio questo titolo. 

Presenti tantissimi giornalisti, soprattutto della stampa nazionale, interessati alle parole del generale. Si tratta infatti di una figura calda nel dibattito politico attuale, soprattutto in questi giorni di tensione “nascosta” con il premier della Lega Matteo Salvini. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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