Da Belcolle una sola persona inviata allo Spallanzani, è ancora ricoverato nella struttura perché i medici hanno deciso che deve ripetere il test
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VITERBO - Il tampone effettuato nella giornata di sabato sull'uomo ha dato esito negativo ma vista la provenienza dello stesso dalla zona focolaio i medici hanno ritenuto opportuno trattenerlo e attendere qualche giorno per ripetere una seconda volta il test. 

ROMA – Rimane ricoverato allo Spallanzani il turista proveniente dal Lodigiano che si era presentato all’ospedale di Belcolle nella mattinata di sabato.

L’unità di crisi della Asl di Viterbo aveva provveduto ad attivare tempestivamente i protocolli del caso e a trasferirlo in biocontenimento nella struttura di riferimento della capitale. Il tampone effettuato nella giornata di sabato sull’uomo ha dato esito negativo ma vista la provenienza dello stesso dalla zona focolaio i medici hanno ritenuto opportuno trattenerlo e attendere qualche giorno per ripetere una seconda volta il test. 

Il turista si era presentato al Pronto Soccorso dell’ospedale viterbese  risultando completamente in buona salute e asintomatico; raccontando della sua presenza recente nelle zone dell’infezione. Subito si è attivata l’unità di crisi, operativa in tutti gli ospedali della Regione Lazio 24 ore su 24. Quindi è stato messo in pratica il protocollo previsto in questi casi, con il contatto diretto con il centro d’eccellenza romano e la decisione di inviare il paziente nella capitale per gli esami. Nella sostanza la stessa procedura che ha riguardato nelle scorse ore una cinquantenne di Ostia, rivelatasi negativa ai test e affetta da una polmonite ordinaria.

Il caso del turista rimane l’unico trasferimento da Belcolle allo Spallanzani. 

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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