Cultura: Michelini dia un calcio all'improvvisazione
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Il sindaco Michelini dia un calcio all'improvvisazione e prenda una posizione pubblica e chiara su quello che è successo e faccia dimettere chi è responsabile di quanto accaduto.

La storia raccontata in questi giorni dalle associazioni culturali è una storia incredibile, nella quale tutti devono fare autocritica, come ha detto Umberto Cinalli recentemente. È vero, anche le associazioni culturali, nel accettare il metodo del confronto diretto, della trattativa privata, sono cadute probabilmente in errore. È anche vero che le associazioni hanno un ruolo di “educatori” sociali e quindi anche questi atteggiamenti sono importanti (questo è un capitolo enorme da riaprire altrove). Però c’è un però. Un però grosso come una casa. Anzi come un palazzo. Per la precisione come Palazzo dei Priori.

Ecco la responsabilità più grande arriva da lì dentro e ce l’ha in carico l’amministrazione comunale, che non solo deve tutelare chi lavora ogni giorno, ma deve (deve!) anche tutelare la credibilità delle istituzioni. Fare delle promesse, fare esporre a rischi le associazioni, fargli investire dei soldi per poi non mantenere la parola è da veri irresponsabili. Diamo per scontato che non ci sia stata malafede nella gestione di questa pratica, ma che sia tutto frutto di errori di valutazione, di scarsa qualità amministrativa. Se è davvero così il sindaco Michelini dia un calcio all’improvvisazione e prenda una posizione pubblica e chiara su quello che è successo e faccia dimettere chi è responsabile di quanto accaduto.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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