Culle sempre più vuote nel capoluogo della Tuscia. Registrato un lento e costante calo delle nascite e si teme l'effetto Covid sul 2021
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VITERBO - Nel 2018 i nati a Viterbo città sono stati 461 (232 maschi e 229 femmine), nel 2019 414 (218 maschi e 196 femmine) e nel 2020 400 (189 maschi e 211 femmine). Un calo significativo in termini percentuali, che rischia di avere una flessione molto marcata da registrare a fine 2021.

VITERBO – Culle sempre più vuote anche nel capoluogo della Tuscia. la città dei papi conferma il trend nazionale dei cali e l’anagrafe fornisce la fotografia che racconta il piano inclinato su cui il territorio sta scivolando, andando incontro a un preoccupante invecchiamento della popolazione.

Nel 2018 i nati a Viterbo città sono stati 461 (232 maschi e 229 femmine), nel 2019 414 (218 maschi e 196 femmine) e nel 2020 400 (189 maschi e 211 femmine). Un calo significativo in termini percentuali, che rischia di avere una flessione molto marcata da registrare a fine 2021.

Il calo dei nati è ormai strutturale e già nel 2015 l’Istat aveva sottolineato il fenomeno di un calo costante della popolazione residente. Questo per via delle morti annuali a cui rispondono numeri bassi di nuovi nati. Dal 2009 infatti si registra un calo costante delle nascite. Per dare qualche numero nel 2008 il dato nazionale parlava di 576.659 nascite e nel 2019 se ne sono contate 420.170.

Sull’anno che abbiamo davanti, il 2021, si teme una forte incidenza peggiorativa causata dalla paura per la pandemia Covid-19 e l’indebolimento generate del sistema economico e del mercato del lavoro. 

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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