Crollo a Porta della Verità: la storia che si sbriciola, la tragedia sfiorata e i simboli che cadono nel silenzio
Notte Bianca Porta della Verità 24.07.2019 -02
800x120 (1)

VITERBO — C’è mancato poco. Un soffio, una manciata di secondi o il passo sfortunato di un passante in un orario in cui il centro storico, fortunatamente, cominciava a svuotarsi. Domenica sera, poco prima delle 23, la storia di Viterbo ha fatto un tonfo sordo sull’asfalto di Porta della Verità. Uno scudo in pietra, un pezzo di secoli che resiste e racconta la città, si è staccato dalla sommità ed è andato completamente in frantumi.

Tragedia sfiorata, sì. Di quelle che si raccontano con il brivido lungo la schiena. Sul posto, inevitabile e tempestiva, la sirena dei vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale a tirare quel nastro bianco e rosso che ormai conosciamo fin troppo bene. Area chiusa, transito interdetto, pedoni e auto bloccati. La routine dell’emergenza che si accende all’improvviso, mentre la città sonnecchia.

Ma ripulire le macerie di quel crollo significa aprire un dossier che profuma di incuria, di manutenzione che arranca e di campanelli d’allarme che suonano troppo tardi. Secondo una prima e amara ricostruzione, a cedere schiantandosi a terra è stato lo stemma del governatore Giacomo Oddi, incastonato nella parte alta destra del monumento.

Il dettaglio che fa infuriare, o quantomeno riflettere, è un altro: quello scudo era avvolto da una rete di protezione. Evidentemente non è bastata a trattenerlo. Le prime indiscrezioni parlano di un gancio posteriore arrugginito, ceduto di schianto, incapace di reggere il peso degli anni. Saranno i tecnici a dire l’ultima parola, a stabilire se si tratti di fatalità o della cruda sintesi di un’attenzione che latita.

Porta della Verità non è un arco qualunque. È uno degli ingressi nobili e vissuti del nostro cuore antico, un libro di pietra aperto sulla storia viterbese. Lì sopra c’è il grande stemma degli Orsini, voluto per papa Benedetto XIII, le scritte “Faul”, l’epigrafe del 1728 che ricorda i restauri del Comune, e poi loro, i piccoli stemmi laterali: quello del vescovo Adriano Sermattei e quello del povero governatore Oddi, ora ridotto in polvere e cocci raccolti dai caschi rossi.

Ora restano le verifiche, i controlli sugli altri elementi lapidei, la paura passata e la rabbia che resta. Perché Viterbo continua a fare i conti con un patrimonio immenso che cade a pezzi, letteralmente. Le pietre raccontano chi siamo, ma se iniziano a cascare sulla testa della gente, il racconto si fa pericoloso.

I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area. Adesso tocca alla politica e a chi amministra dimostrare di avere a cuore quel passato che, ogni tanto, decide di franare all’improvviso sulla città.

CNA 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
asvis 2
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
monastero interno