Crepe nei muri dopo il terremoto, gli studenti di Viterbo chiedono risposte concrete
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Mattinata di agitazione per gli studenti delle scuole viterbesi, che hanno chiesto un incontro a Mazzola per esporre le loro paure

Non è piaciuta agli studenti delle scuole secondarie di Viterbo la risposta del presidente della Provincia Mazzoli sulle crepe all’interno degli edifici scolastici, a seguito del terremoto di domenica scorsa. Secondo le verifiche, infatti, le strutture sono fuori pericolo, anche dopo le foto delle grandi crepe che gli studenti hanno messo on line nella giornata di ieri.

Secondo gli studenti, infatti, non bastano venti minuti per accertare le condizioni degli edifici e va fatto un controllo più approfondito. Questa mattina sono stati tanti gli studenti che si sono ritrovati indecisi sul da farsi: scioperare in segno di protesta o entrare in classe? I professori hanno cercato di far calmare la situazione, spiegando che le verifiche hanno chiarito che le scuole sono sicuro, ma non tutti sono convinti dopo aver visto le crepe sui muri.

 

 

Per tutta la mattinata, però, si è stati indecisi sulla modalità da adottare, qualcuno ha deciso di tornarsene a casa, altri di entrare. Scartata presto l’ipotesi di riunirsi in piazza, per non dare vita a una manifestazione non autorizzata, ma c’è comunque l’intenzione di entrare in contatto con il presidente della Provincia.

I rappresentanti degli istituti viterbesi, hanno infatti chiesto un incontro con Mazzola per discutere della questione e portare alla sua attenzione le loro paure. Il meeting dovrebbe svolgersi oggi e forse dopo questo incontro gli studenti ritroveranno la calma e la sicurezza di rientrare nelle loro scuole.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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