
VITERBO – 18 casi di variante inglese, 12 di variante brasiliana e 3 con altre mutazioni. Questa la situazione che preoccupa registrata nelle ultime ore in Umbria e che ha spinto il presidente della regione Donatella Tesei a disporre la zona rossa mirata per Perugia e sei comuni del Ternano.
Una notizia che preoccupa anche la Tuscia, che con l’Umbria vive una situazione di continuità territoriale e forti scambi quotidiani. Nonostante i blocchi agli spostamenti tra regioni infatti per motivi di lavoro, salute e altre esigenze comprovate si può ancora circolare da regione a regione.
Sta di fatto che tra i sei comuni del Ternano, che da questo lunedì e fino al 21 febbraio sono zona rossa, c’è anche Attigliano. Gli altri cinque sono Amelia, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo.
La variante brasiliana è stata individuata in ambito ospedaliero, quella inglese circola in strada. A spaventare è la maggiore rapidità di diffusione di queste varianti. Nei casi umbri sono rimasti infettati anche medici e operatori sanitari sottoposti a vaccino. L’infezione si è manifestata prima dei dieci giorni dalla seconda dose, ritenuti necessari a garantire lo sviluppo della copertura massima. E’ anche vero che tutti gli infettati che avevano fatto il vaccino non presentano sintomi di alcuni tipo. Rimane però il tema della loro contagiosità.


















