Covid-19, D'Amato (Regione Lazio): "Se arriva test rapido lo faremo ai sei milioni di abitanti del nostro territorio"
d'amato
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VITERBO - L'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato pronto a fare il test per il Covid-19 ai sei milioni di persone che abitano sul territorio. Per farlo però ha bisogno che venga messo sul mercato un test diverso da quelli attuali, un test rapido. 

VITERBO – L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato pronto a fare il test per il Covid-19 ai sei milioni di persone che abitano sul territorio. Per farlo però ha bisogno che venga messo sul mercato un test diverso da quelli attuali, un test rapido. 

Per intervenire in maniera più forte nel contrasto alla diffusione del Covid-19 sono in atto, sul territorio nazionale diverse sperimentazioni e studi che hanno come obiettivo proprio l’ideazione di un test rapido per l’individuazione del virus. ”Stiamo lottando con un virus subdolo e meschino. La nostra arma contro il Covid-19 deve essere il test rapido a tappeto. È fondamentale. Per questo mi auguro che arrivi al più presto una validazione scientifica dalle sperimentazioni che stiamo eseguendo”. E’ quanto ha affermato D’Amato al Corriere della Sera – Cronaca di Roma.

Lo stesso assessore ha parlato di uno studio in atto allo Spallanzani e che i medici di base stanno testando sulla popolazione di Nerola e di un secondo studio sperimentare dell Policlinico Tor Vergata. Una terza sperimentazione invece è saltata perché non stava dando risultati.

”Come dimostrano i dati siamo la quarta regione d’Italia per numero di tamponi effettuati: oltre 33miila. Ma anche se volessi triplicare lo sforzo – continua D’Amato – con i tempi di lavorazione degli attuali tamponi impiegheremmo anni a testare tutta la popolazione. Se il test rapido funziona, lo estendiamo a tutti i sei milioni di abitanti del Lazio. La sfida ora si gioca tutta sul territorio. Dobbiamo puntare a una diagnosi precoce e a un intervento mirato già dai primi sintomi. E soprattutto dobbiamo monitorare le 1.300 persone ancora in isolamento domiciliare”.

 

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