Corse degli autobus soppresse, studenti rimangono a piedi. Ciambella (Pd): "Arena intervenga"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Sicuramente la decisione dei tagli è stata presa senza fare le opportune riflessioni e alla fine non sono poche le famiglie che si sono trovate in casa il problema.

VITERBO – Corse degli autobus Francigena soppresse e studenti lasciati a piedi. Succede nel capoluogo, in barba alla difesa del diritto allo studio. Sicuramente la decisione dei tagli è stata presa senza fare le opportune riflessioni e alla fine non sono poche le famiglie che si sono trovate in casa il problema.

Ad accendere la luce ci ha pensato il consigliere comunale Pd Luisa Ciambella che ha chiamato in causa il sindaco Giovanni Arena, chiedendo di intervenire e ripristinare alcune delle corse venute meno e che servivano il quartiere Pilastro, permettendogli un collegamento importante con il polo scolastico di via Cattaneo e altri istituti. 

“Si tratta di un problema grave che stanno subendo molte famiglie del quartiere Pilastro. Infatti molti ragazzi che frequentano le scuole medie e molte superiori che insistono nel centro storico non hanno garantito il trasporto per arrivare e tornare da scuola.

Questo servizio era garantito nel passato dalla corsa autobus di Francigena circolare B delle 7,10 che passava da via A. Volta e arrivava alle 7,55 in via Carlo Cattaneo alla Pietro Vanni e a ritroso per il ritorno con corsa della circolare A delle 14,15. Ebbene questi ragazzi hanno scoperto che quest’anno le corse erano state soppresse addirittura a scuola iniziata senza alcun preavviso”, il punto sollevato dal consigliere Ciambella.

La richiesta mossa al primo cittadino è di ripristinare immediatamente il servizio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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