
EDITORIALE – C’è la politica, strumento per migliorare la vita degli uomini, e ci sono gli “insugatori di popolo” e i loro fan da cortile. Quando gli “insugatori di popolo” si mettono in politica è come quando uno con la terza elementare si mette a fare i conti per i razzi che la Nasa deve mandare nello spazio. Non uno di quei razzi farà una bella fine. Non uno degli uomini che salirà su quel razzo andrà lontano e peggio non porterà la pelle a casa.
Facciamo un esercizio di memoria, in questo tempo di segregazione a casa. Cerchiamo di metterlo a frutto per esercitare il pensiero, cosa che tendiamo a fare sempre meno. Anche per il dilagare dei social che si configurano sempre più come i luoghi del pensiero precotto. Una sorta di discount di idee spazzatura dove è possibile ingozzarsi a colpi di scroll. Dicevamo: facciamo un esercizio di memoria e andiamo indietro ai giorni di fine gennaio.
I cinesi erano per molti “fan da cortile” il nemico pubblico numero uno. Non li si voleva in Italia, senza considerare che rappresentano punti di pil impressionante per la nostra economia (dal turismo ad altro). Non si andava nei loro ristoranti e attività commerciali. Loro erano il coronavirus. Ricordo di essermi incontrato, in quei giorni, a pranzo con un sindaco (illuminato) del nostro territorio. Al momento della scelta sul luogo decidemmo di rimarcare la nostra distanza, perché la differenza bisogna farla anche con la testimonianza del corpo, e andammo proprio in un ristorante cinese.
La scena era surreale: desolatamente deserto. Non sembrava di essere in Italia ma direttamente a Wuhan. Ricordo che faceva spola al nostro tavolo un bambino cinese, figlio o dei titolari o di qualche dipendente, ancora con il grembiule di scuola addosso e che ci guardava e salutava con la mano. Abbiamo giocato un po’ con quel bimbo, dicendoci tra noi: “Poverino, pensa quanto è spaventato. A scuola lo bullizzeranno come untore”.
In effetti erano quei giorni vergognosi in cui la propaganda di “insugatori di popolo” stava ammorbando il nostro Paese. Poi la storia recente ci ha spiegato varie cose. La più importante è che il virus in Italia non circola per colpa dei cinesi ma di un tedesco. Che i cinesi e la Cina hanno tenuto un comportamento esemplare nel gestire questa piaga che è il Covid-19. Si sono rimboccati le maniche, si sono assunti le proprie responsabilità, hanno eseguito alla lettera le direttive del loro governo. In patria e nel mondo. Anche sul territorio di Tuscia c’erano cinesi tornati dalla Cina, tutti in quarantena volontaria.
E non andavano al parco, a fare le passeggiate di gruppo, a fare la spesa senza mascherina e guanti. Cosa che invece noi continuiamo a fare oggi, con il morbo che ha impestato tutto il Paese e che, in questo momento, si sta diffondendo ancora.
Oggi gli aiuti all’Italia arrivano praticamente solo dalla Cina. Forse domani anche l’Europa dimostrerà la propria esistenza. Un équipe di specialisti cinesi, che hanno combattuto il coronavirus, è arrivata in queste ore in Italia. Sono venuti per condividere le conoscenze preziose che hanno sviluppato sul campo. Insieme a loro tonnellate di respiratori e presidi medici necessari. E arriverà altro materiale.
Sono cinesi, come quelli a cui volevamo chiudere tutto. Come quelli che guardavamo come nemici a fine gennaio. Sono gli stessi che hanno apprezzato gli aiuti che l’Italia, con grande intelligenza e senso dell’umanità, ha mandato quando loro erano in difficoltà. Ora quanto dato torna cento volte, esattamente come recita la massima evangelica.
Tutto questo mette fuori gioco gli “insugatori di popolo” e i loro nani-fan da cortile. Non è una questione di destra o di sinistra. E’ una questione di intelligenza e mediocrità. Quando la mediocrità pensa di poter fare politica allora costruisce razzi destinati a schiantarsi. Questo perché non puoi fare politica se non sai guardare la luna perché i tuoi occhi sono incollati sul dito. Non arriverai mai da nessuna parte, al limite potrai costruire un club di nani da giardino più o meno grande. E la storia mette sempre, prima o poi, gli “insugatori di popolo” fuori dal gioco e costringe i loro nani a cambiare squadra.


















