Coronavirus, importanti danni a ristoranti e negozi. Un imprenditore chiede ad Arena: "Incassi calati del 60%, chi ci aiuta?"
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VITERBO - Sono i danni collaterali di un Coronavirus che, al momento, nel Viterbese non ha messo piede ma sta già cambiando la vita delle persone e aggredendo il tessuto economico e produttivo.

VITERBO – “E la bolletta questo mese chi le paga con il 60 per cento in meno degli incassi?”. La domanda la lancia un noto ristoratore del capoluogo ma sono in tanti, in questi giorni, a porsi lo stesso interrogativo. E rivolge un appello al sindaco Giovanni Arena.

Sono i danni collaterali di un Coronavirus che, al momento, nel Viterbese non ha messo piede ma sta già cambiando la vita delle persone e aggredendo il tessuto economico e produttivo.

Lo stesso ristoratore mostra sui social la situazione del suo locale alle ore 13.10 di ieri. “Questa è la situazione alle 13 e 10 del ristorante oggi, un mese fa avevamo già minimo 40 clienti con una media giornaliera di 60/80 coperti.

Al lavoro ci sono oltre me altri 4 dipendenti e già abbiamo ridotto il personale per la situazione che si è creata nelle ultime settimane. La mia domanda: quanto possiamo sopportare ancora e soprattutto a noi piccoli imprenditori chi ci tutela? Certo che il mio quesito non arrivi agli organi di governo e tanto meno se ne possano fregare delle piccole imprese, allora la indirizzo alle istituzioni più vicine per cui sindaco Arena ci faccia sapere qualcosa”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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