

VITERBO – Coronavirus, dalla Prefettura un invito a tenere i nervi saldi e mantenere una compattezza d’azione delle istituzioni. Un luongo pomeriggio, quello di ieri, all’interno del Palazzo del Governo.
Il prefetto Giovanni Bruno ha chiamato a raccolta i sindaci, i vertici della Asl, l’unità di crisi della stessa, il questore Macera. Incontro iniziato intorno alle 17,30 per terminare poco prima delle 20.
Parola d’ordine: “rappresentare la situazione per quello che è, evitando il panico”. Il prefetto ha invitato tutti a rispettare quanto disposto a livello centrale e non avventurarsi in iniziative individuali.
Criticate le scelte di questi giorni prese dal sindaco Fabio Bartolacci di Tuscania e dal primo cittadino di Gradoli Attilio Mancini. Non andava chiusa la scuola nel primo caso, perché l’assistente scolastica non ritornava da una zona focolaio. Non andava rinviato il tradizionale pranzo del Purgatorio nel secondo perché nel Viterbese non c’è nessun focolaio.
Tutti i sindaci sono stati invitati a limitarsi a diffondere il decalogo, preparato dalla Regione Lazio, sui buoni comportamenti precauzionali da assumere. Dal direttore generale Asl Daniela Donetti è stata fotografata la situazione attuale, con un’unità di crisi formata e pronta da due mesi a fronteggiare qualsiasi emergenza. Esiste un piano anche per gestire eventuali casi all’ospedale di Belcolle.
La situazione è al momento sotto controllo e l’invito che è stato rivolto è quello a evitare di produrre cattiva comunicazione, infondata e capace solo di generare panico.

















