Consiglio regionale fermo da due mesi per le guerre in maggioranza
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ROMA - Convocare il consiglio senza l'ok degli azzurri significherebbe per la maggioranza andare sotto in aula e non tenere il numero legale.

ROMA – Dalla pausa agostana il Consiglio regionale del Lazio non si è più riunito. L’attività alla Pisana è ferma da questa estate per la guerra interna alla maggioranza, con Forza Italia che chiede “più peso” e reclama posti forte del suo peso numerico aumentato.

I consiglieri di Forza Italia non vanno alle sedute delle commissioni, il capogruppo azzurro Simeoni non dà il proprio placet alla calendarizzazione delle sedute consiliari, i due assessori berlusconiani (Regimenti e Schiboni) non partecipano alle riunioni di giunta.

Convocare il consiglio senza l’ok degli azzurri significherebbe per la maggioranza andare sotto in aula e non tenere il numero legale. Una situazione di stallo, con sullo sfondo il braccio di ferro tra il presidente Francesco Rocca e il coordinatore regionale di Forza Italia del Lazio Claudio Fazzone. Il primo non vorrebbe operare dei cambi sull’attuale assetto, preoccupato per possibili conseguenze, il secondo cerca invece di portare acqua al mulino del proprio partito. 

Le opposizioni spingono sul presidente Aurigemma affinché convochi il consiglio ma non si intravedono, al momento, spiragli di soluzione e la situazione del Parlamentino regionale rimane in stallo. 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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