Consiglio comunale sulla discarica, i consiglieri di FdI in aula e Micci per la Lega. Presente il consigliere regionale Panunzi, assenti i consiglieri regionali di FdI
comune-di-viterbo-
aiac_banner_02
VITERBO - Le indiscrezioni circolate nelle scorse ore di un'assenza dei consiglieri di centrodestra in aula per il consiglio comunale straordinario sulla discarica vengono smentite dai fatti. Presenti in blocco i consiglieri di FdI Sberna, Allegrini e Achilli. C'è anche Andrea Micci per la Lega. 

VITERBO – Le indiscrezioni circolate nelle scorse ore di un’assenza dei consiglieri di centrodestra in aula per il consiglio comunale straordinario sulla discarica vengono smentite dai fatti. Presenti in blocco i consiglieri di FdI Sberna, Allegrini e Achilli. C’è anche Andrea Micci per la Lega. 

In aula presente anche il consigliere regionale Enrico Panunzi, ma non i consiglieri di centrodestra Daniele Sabatini e Valentina Paterna. Tra i presenti c’è anche il presidente della Provincia Alessandro Romoli.

“Non provi nessuno a scaricare su Comune di Viterbo, sulla sindaca Frontini, le responsabilità di quanto accadrà sulla discarica. Perché il Comune ha un ruolo consultivo, si decide in Regione”. Va subito dritta al punto il primo cittadino Frontini. 

“E’ la Regione che decide dell’ampliamento della discarica e che ne coordina il processo – ha continuato Frontini -. Monterazzano riceve rifiuti da Roma dal 2013, da quando hanno chiuso Malagrotta. Da allora la discarica di Monterazzano e quindi Viterbo subiscono da dieci anni questo sopruso. Il piano regionale ha tante lacune. L’ampliamento della discarica di Viterbo deve essere a uso solo del nostro territorio. Basta, ampliare per tutta l’immondizia del Lazio è contrario anche a quanto votato da Regione Lazio in vari atti. Questa è l’unica provincia che ha adottato il piano provinciale di gestione di rifiuti e continuano a schiaffeggiarci. Il principio di solidarietà non vale più. Non hanno costruito impianti sugli altri territori per dieci anni e questo non può essere risolto a discapito di Viterbo”. 

“143mila tonnellate di rifiuti all’anno stanno andando in discarica a Monterazzano. Il nostro fabbisogno, come Viterbese, è di 9267 tonnellate a un massimo di 17mila tonnellate all’anno senza raccolta differenziata – specifica Frontini -.

Per 70 anni staremmo sistemati se l’ampliamento servirà solo per i rifiuti di Viterbo. Se invece continueranno a mandarci i rifiuti anche da Roma l’ampliamento sarà esaurito tra otto-nove anni. Roma non ha alcune emergenza, la sua sui rifiuti è una latitanza. Non vogliamo e non abbiamo nessuna intenzione di accettare una discarica di dimensioni regionali”. 

“E’ ora che la Regione si assuma le proprie responsabilità – conclude il sindaco -. Denunceremo ogni sopruso a ogni livello. Da questo consiglio deve arrivare chiaro il rifiuto del parere della commissione rifiuti perché il Viterbese non è il butto della Regione Lazio”. 

Sulla questione è intervenuta Laura Allegrini (FdI): “Anche il Comune deve fare la propria parte. Dovremmo avere contezza della documentazione inviata in Regione. La procedura prevede un bando in fase pubblicistica in data 7 ottobre 2022 e il Comune non ha fatto osservazione. Un nuovo bando nel febbraio 2023 e il Comune non ha fatto alcuna osservazione. La mia domanda è perché? Oppure se sono state fatte chiedo visione. Dobbiamo prima di tutto capire quali sono gli atti prodotti dal Comune per continuare con la discussione”.

A seguire Micci: “Quanto chiede Allegrini è sacrosanto. Mi ritrovo in alcune considerazione esposte dal sindaco ma se facciamo un consiglio straordinario sulla discarica dovremmo prima capire quali atti amministrativi ha posto in essere il Comune di Viterbo. Potevamo contestare la procedura con atti ufficiali e a noi risulta non sia stato fatto. Diteci quale è lo stato dell’arte”.

Replica Frontini: “Non ci provate a dire che il Comune ha la possibilità di bloccare da un punto di vista tecnico questo procedimento perché all’interno della conferenza dei servizi si definisce che unico parere che un comune può dare è parere consultivo e di nulla osta sull’impatto acustico. E’ il livello regionale che decide. Quando il Comune di Viterbo diede parere contrario su ampliamento di un altro invaso lo fecero lo stesso. Non proviamo a scaricare il barile sulle spalle dell’amministrazione comunale. Voi siete maggioranza di governo in Regione, chiedetevi perché in Regione si è dato parare favorevole all’ampliamento per renderci la discarica della Regione intera. Sarebbe opportuno che il tema venisse approfondito all’interno degli uffici della Regione. Ci autorizzino a un ampliamento piccolo che serva solo a Viterbo per i prossimi dieci anni. Auspico che tutti possiamo lavorare nella stessa direzione”. 

Allegrini continua a battere su un tasto: perché il Comune non ha presentato osservazioni e se presentate se possibile vederle. Ritorna anche Micci: “Nessuno vuole addossare colpa, volevamo sapere se sono state fatte osservazioni quando potevano essere fatte. Gli atti secondo lei non avrebbero avuto peso, secondo noi sì. Ne prendiamo atto”. 

Ricci: “Io sono preoccupato. Il principio di solidarietà ora non è più sostenibile, vogliono fare qui a Viterbo una discarica per tutta la regione. Rocca ha fatto saltare il meccanismo che chiamava all’autosufficienza nella gestione dei rifiuti le province. Parlo chiaro: le difficoltà ci sono anche politiche e ce l’hanno l’assessore Ghera, Paterna e Sabatini. Il gruppo di Fratelli d’Italia dica no a questa discarica in Regione, avete 22 consiglieri. Avete la forza di farlo? Fatelo. Oggi la scelta sui rifiuti non è tecnica ma politica. Il consiglio regionale deve dire no”. 

Replica Allegrini: “L’amministrazione Zingaretti ha reso nel 2019 la discarica di Monterazzano regionale. La questione non è più politica ma tecnica, da giocare sugli atti”. 

Elpidio Micci: “Dispiace l’assenza dei consiglieri regionali Daniele Sabatini e Valentina Paterna. Sarebbe stato importante capire la loro posizione, la politica ha la possibilità di trovare una soluzione, perché è assurdo che Roma non abbia a oggi una propria discarica. I nostri consiglieri regionali devono fare valere le ragioni del territorio viterbese”.

Torna Andrea Micci: “Su questa cosa c’è la mia contrarietà politica e il mio impegno anche in altre sedi. Il sindaco ha dichiarato di stare spulciando le carte per trovare delle leve per disinnescare quest’azione e su questo sono d’accordo, fate bene. Prepariamo però un documento che anche dal punto di vista tecnico ci sia d’aiuto”. 

Troncarelli: “Questa provincia è stata tutelata in passato perché il consigliere di riferimento Panunzi ha battuto anche i pugni. Noi questa tutela l’abbiamo avuta con Panunzi che ha lavorato per tutelare il nostro territorio e in quell’azione ci sono tanti appigli per evitare che Viterbo diventi la discarica della regione. Oggi Rocca sta annullando in diversi ambiti quanto fatto dall’amministrazione Zingaretti, anche in materia rifiuti. Oggi serve la risposta politica, qual è la linea politica sui rifiuti dell’amministrazione Rocca? Noi abbiamo in Regione un capogruppo di Fratelli d’Italia. Un capogruppo dà una linea politica alla sua maggioranza. Qui diciamo tutti no alla discarica e quindi chi oggi ci rappresenta in Regione agisca di conseguenza. Quale è la pozione normativa e politica di chi oggi governa la Regione?”.

L’intervento del consigliere regionale Enrico Panunzi introduce altri dettagli nella discussione: “Nel parere dell’area rifiuti regione è indicato che in tre anni si prevede di portare 983mila metri cubi di rifiuti, il che significa chiudere la discarica in tre anni. Poi mi preoccupano anche il tipo dei rifiuti, sarebbero previsti infatti anche quelli risultati dalla lavorazione dei termovalorizzatori”.

Un consiglio piuttosto teso, su un tema che è un macigno e che mette nell’imbarazzo una parte della politica locale chiamata a scegliere tra gli interessi del territorio e le logiche e la disciplina di partito. 

 

 

 

Stati Generali 02 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
domenicale post
aiac_banner_01
Onda
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
monastero interno
asvis 2