
VITERBO – Sembra così lontano il 2018, anno in cui alle elezioni amministrative del capoluogo il Partito Democratico si spaccò sulla candidatura a sindaco di Luisa Ciambella e si assistette all’ “Aventino” di un pezzo del centrosinistra viterbese con la candidatura alternativa di Francesco Serra. Ne seguì una battaglia tutta interna al Pd con accuse, minacce, espulsioni e carte bollate.
Forse il momento più basso per la sinistra viterbese che, dividendosi, non arrivò nemmeno al ballottaggio.
Ora come due novelli figliol prodighi Francesco Serra (ex Viterbo dei cittadini) e Lina Delle Monache (ex Impegno comune) tornano tra le fila del partito democratico, che già consta di tre consiglieri (Quintarelli, Ricci e Ciambella).
A palazzo dei Priori dunque il gruppo del Pd si rafforza portando a cinque il numero dei consiglieri. Gruppo consigliare a fortissima trazione panunziana. Ben quattro consiglieri su cinque hanno come riferimento e/o rispondono politicamente al consigliere regionale originario di Canepina. L’unica rappresentanza del mondo dell’ex ministro Giuseppe Fioroni è costituita da Luisa Ciambella, in netta minoranza, schiacciata nei numeri 4 a 1 e isolata all’interno del proprio gruppo come un indiano dentro a una riserva.
Probabilmente negli equilibri politici di palazzo dei priori numericamente cambierà poco o nulla. Ma all’interno del Partito Democratico sicuramente è un fatto politico che avrà delle ripercussioni. Se positive o meno saranno i posteri a giudicare.

















