
VITERBO – C’è un capoluogo che in queste ore sta mostrando la sua forza. E’ la Viterbo che lavora. Quella dei Casantini, dei Bianchini, del Toto’s e delle tante attività che in queste ore si sono attrezzate per consegnare a domicilio.
Gli incassi sono a rischio, i cali registrati nella attività a cui è andata bene sono di almeno il 50 per cento. Tutti però si stanno rimboccando le maniche, con la consapevolezza che prima di tutto viene una partita più importante di tutto il resto: fermare il diffondersi del contagio. Anche perché sta maturando sempre più la convinzione che sia meglio prendere strade drastiche e liberarci il prima possibile da questo incubo noto come coronavirus. E l’unico modo per cancellarlo è evitare l’allargarsi del contagio, è stare a casa.
Nelle attività del capoluogo: forni, pasticcerie, ristoranti; si rispettano le disposizioni dell’ultimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri. Si entra in numeri piccoli, si trovano a disposizione i disinfettanti, si cerca di sorridere. Sui social corrono le informazioni di servizi a domicilio attivati perché salvare il più possibile il nostro tessuto economico è importante, ce lo troveremo dopo quando inevitabilmente ci dovremo sedere per contare i danni.
L’appello che come giornale del territorio ci sentiamo di fare è che ognuno di noi contribuisca a uscire quanto prima da questa situazione. Per farlo è necessario rimanere a casa. Nel farlo possiamo dare sostegno alle nostre attività commerciali ordinando da casa oppure continuando a spendere ma evitando assembramenti e lunghe permanenze.
E’ il momento più duro, quello dell’incertezza e delle paura. Evitiamo le polemiche, le informazioni infondate, gli allarmismi. Forza, possiamo farcela.


















