Con Rossi consigliere il clima sarà ancor più teso?
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Se questa premessa, ovvero il voler parlare liberamente, è la reale volontà del Filippo Rossi semplice consigliere, allora non dobbiamo aspettarci un clima più sereno.

 

Filippo Rossi è tornato tra i banchi (leggi qui) e ora ne vedremo delle belle. Colui che era considerato incapace e inadatto da gran parte della maggioranza a guidare il Consiglio comunale, si è infatti dimesso dalla presidenza tornando a sedere tra i consiglieri comunali. Uno come tanti, al fianco di Maria Rita De Alexandris. “Per poter tornare a parlare liberamente” ha spiegato Rossi annunciando le dimissioni. Come se il peso delle sue parole fosse legato alla sua carica. In realtà il peso delle sue parole era e sarà legato alla sua presenza in maggioranza; alla sua presenza, tramite Giacomo Barelli, in Giunta.

Se questa premessa, ovvero il voler parlare liberamente, è la reale volontà del Filippo Rossi semplice consigliere, allora non dobbiamo aspettarci un clima più sereno, ma un clima sempre più pesante. La capacità critica dell’ormai ex presidente del Consiglio è notevole, dunque aspettiamoci una Viva Viterbo ancor più dura nei confronti dell’amministrazione, per buona pace del Pd.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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