Il Comune ricorda Peppino Impastato, ma non basta
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La vicenda di Viterbo Ambiente commissariata dopo l'interdittiva antimafia, la vicenda di Graffignano, la situazione delle cave e le confische dei beni alla mafia, passate da 5 a 37 nella provincia (di cui 4 a Viterbo), infatti non possono lasciare dormire tranquilli.

Il Comune di Viterbo ricorda Peppino Impastato: “Perché la mafia è una montagna di merda”. Ma ricordare Peppino Impastato non basta. Nella provincia di Viterbo e nel comune di Viterbo, lo ha ricordato Umberto Cinalli di “Cento passi per”, i segnali di infiltrazioni mafiose si stanno moltiplicando più o meno nel silenzio delle Istituzioni locali.

La vicenda di Viterbo Ambiente commissariata in seguito ad una interdittiva antimafia, la vicenda di Graffignano, la situazione delle cave e le confische dei beni alla mafia, passate da 5 a 37 nella provincia (di cui 4 a Viterbo), infatti non possono lasciare dormire tranquilli.

Ecco che allora al Comune di Viterbo dovrebbe impegnarsi maggiormente, anche a livello mediatico, rispetto alla doverosa e apprezzata commemorazione di Peppino Impastato. Perché se la mafia è una montagna di merda, occorre dirlo tutti i giorni.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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