
“Lunga vita (politica) a Giovanni Arena”. Il pensiero civico in salsa viterbese parte da qui, da una strategia di medio periodo. La scorsa settimana il fatto (politico anche questo) sicuramente più importante di tutta l’estate 2019: la nascita di Forza Civica.
Vero e proprio evento forse non compreso fino in fondo. Due le cose importanti. La prima è la definitiva uscita dalla maggioranza di Fabrizio Purchiaroni. Figura che, grazie ai suoi movimenti e alle decisioni prese in consiglio comunale, gode oggi del gradimento di determinati pezzi di elettorato cittadino. E il saluto di Purchiaroni a Forza Italia rappresenta pur sempre anche un logoramento del partito azzurro nel capoluogo.
Poi c’è tutta un’altra partita che si è aperta e che a nostro avviso è particolarmente interessante. Forza Civica infatti è stata presentata sul binario Fabrizio Purchiaroni-Giacomo Barelli. Nasce Forza Civica e finisce Viva Viterbo. Non è una cosa da poco. Anzi.
Difficile, diremmo impossibile, pensare una Viva Viterbo in corsa per Palazzo dei Priori senza candidato sindaco Filippo Rossi. Esperienza che non ha portato frutti, almeno quelli sperati, per ben due corse elettorali: 2013 e 2018. Però l’unione dei civismi locali è sempre stato un progetto presente tanto nella mente dello stesso Rossi quanto in quella di Chiara Frontini. E quale migliore modo per arrivarci, in prospettiva, di quello di cambiare l’assetto civico sul tavolo cittadino?
Con Rossi di lato, presenza trainante ma ingombrante sul piano della possibile sintesi su Chiara Frontini sindaco, diventa tutto più semplice. E sicuramente lo stesso demiurgo di Caffeina e Viva Viterbo ha fatto questo ragionamento e benedetto con la sua presenza la nascita di Forza Civica.
La galassia Rossi cambiando pelle e riuscendo a traghettare i suoi consensi: nel 2018 ottenne l’8,1% (1.301 voti Viva Viterbo e 744 Area Civica); dentro un’area civica vasta è chiaro che potrebbe fare la differenza. Anche perché di pezzi civici in circolo ce ne sono anche altri e se tutti accettassero di aggregarsi alla componente con più attrattiva (quella frontiniana, che ha perso al ballottaggio con Arena ottenendo un 48,9% contro un 51,1%) allora la conquista di Palazzo dei Priori potrebbe risultare davvero a portata di mano.
Grandi manovre che sembrano trovare prime conferme in quello che è sotto agli occhi di tutti. Che necessitano però di tempo per essere digerite. Ergo “lunga vita a Giovanni Arena”.


















