Comunali a Viterbo, l'aria di una rivoluzione copernicana
risiko
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In politica le settimane sono come ere geologiche, i giorni come secoli. Tutto muta sotto questo cielo. E lo scenario delle comunali nel capoluogo è di fatto scritto sulla sabbia. Lo sanno bene gli addetti ai lavori. Non sarà sfuggito ai più attenti che a due mesi dal voto ancora non ci si capisce nulla. Non sarà sfuggito che in buona sostanza a livello locale si ricalca la stessa situazione del livello nazionale.

In politica le settimane sono come ere geologiche, i giorni come secoli. Tutto muta sotto questo cielo. E lo scenario delle comunali nel capoluogo è di fatto scritto sulla sabbia. Lo sanno bene gli addetti ai lavori. Non sarà sfuggito ai più attenti che a due mesi dal voto ancora non ci si capisce nulla. Non sarà sfuggito che in buona sostanza a livello locale si ricalca la stessa situazione del livello nazionale.

Questo perché se non si condensa quest’ultimo anche l’altro non ha punti fermi su cui costruirsi. E così la tavolozza dove si cerca di tratteggiare un quadro di alleanze, tanto a destra quanto a sinistra, muta ogni mezz’ora. A seconda del vento che soffia da Roma. La stessa crisi dell’alleanza del centrodestra locale in qualche modo è riconducibile all’instabilità romana. Con chi va il centrodestra? Con i Cinque Stelle? Con il Pd? La Lega con i Cinque Stelle e Forza Italia con il Pd? 

Chi regge in piedi l’amministrazione regionale targata Zingaretti? I Cinque Stelle? Forza Italia? Tutto fluttua e quella che sembrava una meta da raggiungere potrebbe essere messa in discussione domani. E non sarebbe troppo sorprendente se arrivasse, anche sul quadro delle comunali di Viterbo, una grande rivoluzione copernicana. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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