Come un gelato all'equatore - "Posso fare il gelato a casa?"
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BOLSENA - Ciao, la settimana passata abbiamo parlato delle varie facce del gelato artigianale, il dolce che amo di più, ma quanti di noi lo fanno a casa?

di Lorenza Bernini – Lolla Gelato

 

BOLSENA – Ciao, la settimana passata abbiamo parlato delle varie facce del gelato artigianale, il dolce che amo di più, ma quanti di noi lo fanno a casa?

Pensandoci, per quanto riguarda la pasticceria o la cucina abbiamo sempre avuto un parametro di raffronto in famiglia, quante volte infatti abbiamo detto: “mmhh! questa torta è proprio come quella di mia nonna” oppure “questi spaghetti sono buoni, ma quelli di mia madre non si battono”.

Beh, più raro è sentire qualcuno che dica: “questo gelato è fantastico, meglio di quello che fa mio padre a casa”… questo perché il gelato è, ahimè un alimento difficile da preparare, da maneggiare e da conservare.

Insomma il gelato dà un bel da fare! Ma cosa c’è dentro il gelato? Abbiamo detto che ci sono grandi differenze tra gelati industriali e artigianali e che in questi ultimi potremmo trovare comunque molti ingredienti prodotti dalle industrie alimentari, poi però, fortunatamente ci sono anche i gelati naturali. 

Nei gelati naturali normalmente trovi ingredienti come il latte di alta qualità, la panna, lo zucchero, e un addensante naturale. Nei sorbetti che come abbiamo visto sono gelati senza latte invece, frutta, acqua, zucchero, fibre e addensanti naturali.

Per poter fare a casa il nostro gelato, si possono utilizzare due metodi, uno antico, molto lungo e faticoso, e uno contemporaneo abbastanza facile. Il primo metodo consiste nell’utilizzare due contenitori, uno di legno più grande e uno di acciaio più piccolo. Dopo averli messi uno dentro l’altro, si inserisce nello spazio tra i due del ghiaccio e si mischia con il 23% circa di sale.

La reazione chimica tra ghiaccio e sale sottrae calore dall’esterno ed essendo più facile assorbirlo tramite il metallo, congela la miscela che metteremo all’interno del contenitore e che agiteremo costantemente per permettere all’aria di essere catturata e inglobata nel gelato. 

Per questa versione primitiva vale lo slogan televisivo: Don’t try this at home! Il secondo metodo molto più semplice è di utilizzare una gelatiera elettrica, ce ne sono di tutti i tipi in commercio cosicché dopo averla riempita con la nostra preparazione dovremo solo aspettare una quarantina di minuti che la miscela si trasformi magicamente in gelato!

I gelatieri custodiscono “gelosamente” le loro ricette, ma oggi faremo una piccola eccezione, ti invito quindi a provare a preparare il tuo sorbetto di pesca a casa seguendo questa ricetta.

Ingredienti:
Pesca 520 g, zucchero 220 g, acqua 260g, farina di semi di carruba 2 g, qualche goccia di succo di limone.

Procedimento:
Scalda in un pentolino e mescola costantemente fino ad arrivare ad 80° C l’acqua, lo zucchero e la farina di semi di carruba dopo di che lasciala raffreddare a temperatura ambiente.

Intanto lava bene le pesche, meglio se biologiche, tagliale a pezzettini e aggiungi qualche goccia di limone, a questo punto aggiungi parte dello sciroppo e frulla bene per amalgamare, aggiungi quindi il resto dello sciroppo e continua a frullare.

Ok! è tutto pronto, versa il composto nella gelatiera e aspetta pazientemente, appena il tuo sorbetto sarà pronto potrai godertelo durante una fresca merenda oppure, in un aperitivo estivo, guarnendolo ad esempio con delle foglioline di menta ed accompagnandolo magari ad un calice di 3S l’Incrocio Manzoni dell’azienda biologica Trebotti.
Beh… mi sembra che la giornata a questo punto possa prendere una buona piega!

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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