‘Come un gelato all’Equatore’ – Il magico gelato al cioccolato
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COME UN GELATO ALL'EQUATORE - BOLSENA - “Gelato al cioccolato dolce e un po' salato tu, gelato al cioccolato” cantava Pupo nella famosissima canzone scritta da Malgioglio.

Protagonista assoluto dell’estate è il gelato. Ma quanto, in realtà, conosciamo di questo alimento? Forse troppo poco. Per questo La Fune e Lorenza Bernini di Lolla Gelato hanno deciso di dare vita a una rubrica dal titolo ‘Come un gelato all’Equatore’.

Lorenza Bernini la trovate a Bolsena, nella sua gelateria artigiana in Corso Repubblica 59 (vicino alla chiesa di Santa Cristina).

di Lorenza Bernini

BOLSENA – “Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato tu, gelato al cioccolato” cantava Pupo nella famosissima canzone scritta da Malgioglio.

Non sbagliava affatto il nostro Cristiano perché il cacao è un cibo incredibile. Ancor prima di Maya e Aztechi veniva utilizzato dalle popolazioni precolombiane miscelandolo al chili, all’acqua e ad alimenti sia salati che dolci.

In Messico è ancora un ingrediente importantissimo delle saporite salse chiamate Mole che condiscono piatti tradizionali prevalentemente a base di carne. Di Mole ce ne sono molte varianti, nel Mole negro, per esempio, assieme al cioccolato ed a vari tipi di peperoncino ci sono un’altra trentina di ingredienti!

Nella sua storia, il cioccolato è stato utilizzato come moneta, medicina, dono agli Dei e chissà in quale altro modo in tutto il centro America. Cristoforo Colombo, che ne ha fatte di cotte e di crude, è stato probabilmente il primo europeo ad assaggiare questo alimento che poi gli spagnoli importarono costantemente dal 1502, diffondendolo in tutto il continente.

Inizialmente le fave di cacao venivano semplicemente tostate e triturate, questa lavorazione con cui ancora oggi si produce la massa di cacao mantiene tutti i valori e le proprietà organolettiche del frutto. Gli europei cercando di rendere stabile, più solubile e meno amaro il cioccolato, iniziarono a separare la polvere dal burro di cacao trattandola con prodotti alcalinizzanti, che alzano il PH, rendono il cacao più scuro ma disperdono parte dei preziosi antiossidanti.

Praticamente ogni paese europeo ha contribuito a migliorare la lavorazione del cioccolato, in Italia possiamo fregiarci di tante invenzioni, ma nostra è anche una di quelle che hanno migliorato di più la vita dell’umanità… La gianduia!

Oggi utilizziamo il cioccolato in molti modi, in gelateria alcuni Gelatieri lavorano costantemente loper enfatizzare il carattere personale di ogni massa di cacao mono origine, cercando di non aggiungere ingredienti “fuorvianti”.
Anche gli importatori iniziano a selezionare le coltivazioni migliori e sono molti i progetti di tutela dei coltivatori di cacao che vivono prevalentemente nel terzo mondo. Il cacao è davvero un bene prezioso, piacevole e goloso, dedicandogli un pizzico di attenzione in più potrai scoprire una miriade di profumi e sapori che nel cioccolato industriale sono impossibili da mantenere. Bene, ti saluto e vado a mettere le mani nella cioccolata!

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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