'Come un gelato all'equatore' - "Ho proprio voglia di un gelato artigianale"
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Gli Stati Generali La Fune
BOLSENA - Beh, la scorsa volta ho accennato alla storia del gelato, lunga e complessa, possiamo dire che fino al secondo dopoguerra tutto il gelato era sicuramente artigianale. La sapienza e l’esperienza dei Gelatieri permettevano, a volte in maniera molto empirica, di creare dei gelati incredibilmente buoni con materie prime semplici. 

di Lorenza Bernini

BOLSENA – Ah! Oggi ho proprio voglia di un gelato artigianale! Ma allora come faccio a sapere se il gelato che ho di fronte è davvero artigianale?

Beh, la scorsa volta ho accennato alla storia del gelato, lunga e complessa, possiamo dire che fino al secondo dopoguerra tutto il gelato era sicuramente artigianale. La sapienza e l’esperienza dei Gelatieri permettevano, a volte in maniera molto empirica, di creare dei gelati incredibilmente buoni con materie prime semplici. 

L’industria si è poi accorta che il mondo del gelato poteva essere un settore redditizio ed ha cominciato a creare prodotti che aiutano e velocizzano il lavoro dei gelatieri, i così detti Semilavorati. Fino a qui tutto ok, anche i macchinari che usiamo per fare il gelato sono costruiti da industrie. 

Il problema si pone quando “aiutare” diventa “sostituire” il lavoro del gelatiere. Oggi infatti, in mancanza di una normativa specifica, si può passare da Gelatieri che selezionano personalmente gli ingredienti cercando di esaltare le loro qualità, ad altri che utilizzano semilavorati in quantità variabile fino a “gelatieri” che si limitano ad aprire le famose buste miscelarle a pochi ingredienti per creare magicamente il gelato!

Nel primo caso si parla sempre più spesso di Gelato di Tradizione Italiana o a volte di Gelato naturale, nel secondo si parla sicuramente di gelato artigianale e può essere anche di buona qualità, nel terzo caso…. mah! Sembrano lontani gli anni ottanta e novanta con i loro gusti di pistacchio dal colore di Hulk, i puffosissimi gusti azzurri o i gusti di banana gialli (ma non è la buccia ad essere gialla?). 

Oggi quei colori non sono più di moda e anche l’industria si è adeguata limitando i coloranti o utilizzandone alcuni con una colorazione più “naturale”. Purtroppo però, ancora troppo spesso montagne di gelato farcite di biscotti e cioccolate industriali svettano nelle vetrine delle gelaterie, gonfiati con grassi idrogenati ed additivi chimici, non temono neanche la temperatura che li vorrebbe sciogliere.

Fortunatamente non tutte le gelaterie lavorano così ci sono infatti gelaterie dove puoi trovare gusti con frutta stagionale, ingredienti del territorio, attenzione alle materie prime ed in rari casi Gelatieri che non utilizzano i semilavorati. Guardando ed assaggiando con un pizzico di attenzione si sente la differenza.

Come in tutte le cose il mio consiglio è quello di chiedere cosa stiamo per mangiare e aguzzare la vista per poi decidere in tranquillità. Un altro strumento che ci può aiutare è il il libro ingredienti che contiene tutto quello che stiamo per mangiare. Beh, a parlare di gelato, me ne è venuta ancora più voglia. Il mio abbinamento di oggi è Fior di Lavanda e Mora. Buon Gelato!

 

Lorenza Bernini la trovate a Bolsena, nella sua gelateria artigiana in Corso Repubblica 59 (vicino alla chiesa di Santa Cristina).

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