

GROTTE DI CASTRO – Si sa, nel nostro mondo di oggi, dove la gente corre sempre e spesso non sa nemmeno verso dove, le macchine – quelle diavolerie di ferraglia e silicio – le guardiamo con sospetto. Ci sembrano mostri senz’anima. E invece, guardate un po’ cosa succede a Grotte di Castro, in quella terra di Tuscia che non si smentisce mai quando si tratta di tirar fuori storie che scaldano il cuore.
Il 20 di agosto, alle ore ventuno, al Caffè Minerva – proprio lì in via Vittorio Veneto, dove il caffè ha il profumo della vita vera – succede qualcosa che vale più di mille discorsi parlamentari. C’è un ragazzo, Claudio Ruspantini, classe 1997. Un giovanotto che ha la stoffa di quelli che non si arrendono nemmeno quando il destino gioca sporco, di quelli che, se la vita ti chiude una porta, tu le spacchi il vetro e ci passi attraverso.
Claudio presenta il suo libro, “Brani d’una vicenda di fraterna coesistenza”, stampato alla Tipografia Ambrosini. Ma badate bene, lettori miei: questo libro non è nato dal ticchettio frenetico di una tastiera o dalla solita penna stilografica. È nato dagli occhi. Claudio ha usato il comunicatore oculare. Ha fissato lo schermo, ha puntato lo sguardo lì dove le parole prendono forma, e con la forza del pensiero ha costruito un ponte tra la sua anima e le nostre.
È una storia che parla di disabilità, sì, ma non come una condanna. È una storia che parla della sfida contro le patologie rare e di come la tecnologia, quella che spesso chiamiamo “intelligenza artificiale”, possa diventare, se governata con coraggio, un’alleata per l’autonomia e la libertà. Insomma, una macchina che, anziché rubarci l’anima, aiuta un ragazzo a tirare fuori la sua.
Sarà una bella serata, di quelle che lasciano il segno. Ci saranno il Sindaco Antonio Rizzello, che di certe battaglie sa il fatto suo; la psicoterapeuta Ilaria Fiore, che le parole le sa pesare; e poi Luca Tomassini e Katia Sagrafena. E, come se non bastasse, dagli schermi arriverà anche la voce di Mina Welby, che di queste lotte per la dignità dell’uomo è una sentinella instancabile.
Andateci, se potete. Perché vedere un giovane che, pur in mezzo alle tempeste, riesce a costruire una cattedrale di parole con il solo battito di ciglia, fa sentire tutti noi un po’ più piccoli, ma anche, per una volta, infinitamente più grandi.
È la vittoria della vita, amici. E la vita, alla faccia di tutto, ha sempre l’ultima parola.

















