
Ecco Civita di Bagnoregio come appare nel film ‘I due colonelli’ con uno strepitoso Totò. Dopo una settimana di notizie pesanti cerchiamo di farvi un po’ rilassare nel week-end. Vi proponiamo i frame del film che ritraggono uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi della Tuscia, in questi scatti recuperati dal nostro Alberto Zadro.
Correva l’anno 1962 e Civita è nella fantasia del film un piccolo borgo di confine tra Grecia e Albania, che risponde al nome di Montegreco.
LA TRAMA DEL FILM
Nell’estate del 1943 le truppe anglosassoni, guidate dal colonnello Henderson, occupano per la trentesima volta il paese e lo governano secondo criteri democratici: inoltre lo stesso colonnello si accasa nell’abitazione di Iride, donna giovane e procace che diventa la sua amante. Nella stessa abitazione, in cui abita anche Penelope (l’anziana madre della ragazza), il comandante delle truppe inglesi stabilisce il suo quartier generale.
Il 23 luglio del 1943, Henderson, maldestramente consigliato dai suoi collaboratori, abbandona la città ed ordina una ritirata strategica perché ritiene preponderanti le forze italiane, quando esse attaccano per l’ennesima volta il paese: in realtà il battaglione degli italiani è una truppa sgangherata senza viveri e con pochissime munizioni a disposizione (150 pallottole in tutto rimaste, dirà il colonnello Di Maggio, durante il primo attacco italiano, che si ridurranno a poco più di 50 al momento del contrattacco degli inglesi, e ad una trentina circa, verso la fine del film), in cui il severissimo colonnello Antonio Di Maggio comanda tutti a bacchetta.
Una volta entrato trionfalmente in città, Di Maggio instaura un regime dispotico e crudele (rastrellamenti e taglio di barba e capelli e giri del paese di corsa a coloro i quali hanno collaborato con gli inglesi) ma anch’egli si invaghisce di Iride, andando a risiedere da lei.
La giovane ed avvenente fanciulla, spalleggiata dalla madre Penelope, riesce ad essere amante di entrambi i colonnelli e, per di più riesce ad ospitarli alternativamente nella sua casa (significativa la scena in cui Penelope dopo la fuga del colonnello inglese e in attesa dell’arrivo di quello italiano gira i ritratti di re Giorgio VI d’Inghilterra e Wiston Churchill, rivelando nel retro di questi i ritratti di Vittorio Emanuele III di Savoia e Benito Mussolini).
Il giorno seguente un soldato italiano cattura casualmente Henderson, che aveva tentato di entrare nella dimora di Iride per recuperare la sua amatissima pipa: Di Maggio lo tiene di conseguenza come suo prigioniero e tenta di trattarlo in maniera non consona al suo grado di ufficiale, violando apertamente la convenzione di Ginevra; cerca inoltre di provocarlo utilizzando un modo di fare che si rifà al comportamento ed alle movenze di Benito Mussolini (tra l’altro definisce l’Inghilterra come una piccola isoletta di pescatori da trasformare in colonia marittima per i figli della lupa). Il suo atteggiamento astioso comunque si mitigherà leggermente quando scoprirà che il sergente maggiore Quaglia, suo sottufficiale, che era stato loro prigioniero ed al ritorno aveva narrato di duri maltrattamenti, era stato invece trattato benissimo dagli inglesi, ed aveva addirittura rubato la loro riserva alcolica, fuggendo ubriaco…


















