Ciminiere\ Diario di residenza_seconda traccia
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Gli Stati Generali La Fune
Nell'ambito di Ciminiere, progetto sull'immaginario del lavoro a Civita Castellana, ospitiamo il diario scritto dal curatore di Cantieri d'Arte Marco Trulli. Questo è il secondo capitolo.

Nell’ambito di Ciminiere, progetto sull’immaginario del lavoro a Civita Castellana, ospitiamo il secondo capitolo del diario di poche pagine scritto dal curatore di Cantieri d’Arte Marco Trulli (qui la prima traccia) che racconta il lavoro che sta svolgendo insieme all’artista Cosimo Veneziano (noi ne abbiamo parlato qui e qui). In questi giorni si sta concludendo la fase laboratoriale presso il Liceo Midossi a cura di Laboratorio Urbano Quotidiano e la residenza dell’artista Cosimo Veneziano. Sabato ci sarà la mostra di fine residenza presso Artceram.

 

Diario di residenza_seconda traccia \ di Marco Trulli

La rovina, la profanazione, l’errore.

La rovina ha il valore di testimonianza per il presente. È un brano del paesaggio del passato che persiste, in altre forme, nel presente.

Nel paesaggio contemporaneo rappresentato e raccontato dal Grand tour, un misto di natura irruenta e sprawl postindustriale, si mimetizzano le rovine dello spazio produttivo, volumi dissestati integrati nel panorama, come alla fine del settecento le rovine romane.

Il nostro grand tour si concentra sulle rovine delle fabbriche che sostituiscono i reperti romani e ci vede alla ricerca di una rappresentazione possibile.

Cerchiamo una figurazione del ciclo di produzione della ceramica come metafora della crescita e del declino di un territorio dal punto di vista economico, sociale, urbano. Non siamo paesaggisti, non siamo documentaristi, non siamo storici.

Siamo profani dell’arte della ceramica, forse anche profanatori di un tempio costruito sulla pazienza, il virtuosismo tecnico, l’esperienza.

Vogliamo riflettere sull’errore come dimensione generatrice di un altro tempo, un altro spazio, imprevisto.

Vogliamo ragionare sulla determinazione di un paesaggio attraverso l’errore. Un paesaggio dell’imprevisto, un paesaggio sbagliato, lo stesso che ci troviamo di fronte quando vediamo l’enorme complesso produttivo della ex Vincenti.

Come generare questo errore? L’errore non è contemplato all’interno del ciclo di produzione industriale. Eppure è proprio un imprevisto che nel paesaggio ha sostituito la produzione con l’abbandono, il pieno con il vuoto. Vogliamo risalire a questo errore, decifrarlo e rappresentarlo. Vogliamo produrre questo errore attraverso l’ordinario ciclo di produzione industriale, scombinando i fattori, manomettendo le regole, sostituendo la prassi con l’imprevisto.

Cerchiamo di generare un nuovo paesaggio attraverso lo sbaglio.

 

Ex fabbrica Vincenti, Civita Castellana \ photo Riccardo Muzzi

 

Il progetto Ciminiere è realizzato con il sostegno della Regione Lazio e il patrocinio del Comune di Civita Castellana nell’ambito dell’Officina Culturale Distretto Creativo, ideato da Cantieri d’Arte e Associazione Culturale Percorsi (Circolo ARCI), in collaborazione con Laboratorio Urbano Quotidiano, Museo della Ceramica Marcantoni e SIAT Servizi e con le Fabbriche Artceram, Flaminia. Cantieri d’Arte è realizzato nell’ambito del programma di azioni di arte pubblica La Ville Ouverte e del network BJCEM – Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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